Una precaria eternità

Dove eravamo rimasti?

Stabilito che il rapimento s'ha da fare, come si presenterà Annalisa ai parenti della vecchietta? Come un'ex prostituta slava redenta dalla strada e inseguita dagli sfruttatori. (57%)

Uno strano colloquio di lavoro

Il giorno dopo, alle tre di un pomeriggio bollente, Piero e Annalisa stavano sulla Doblò bianca di Marco, fratello di Piero, in vacanza-lavoro a Londra ignaro dell’efferato delitto di cui, tramite la sua autovettura, si stava rendendo complice.

“Bravo, amò, che hai trovato la macchina.”

“Sì, e speriamo che Marco non torni prima del previsto, se no è la volta buona che mi ammazza.”

“Ma dài, tranquillo. In qualche giorno ce la caviamo: prendo servizio, trasportiamo la vecchia nel rudere di mio cugino e ci facciamo sganciare il riscatto.”

“Sei sicura che il rudere sia adatto?”

“E’ perfetto: isolato nell’appennino profondo, il paese più vicino ha tre abitanti ormai incapaci di intendere e di volere. Mio cugino mi ha lasciato le chiavi, se volevamo andarci per prendere un po’ di fresco. Lui ha aperto un bar su un’isoletta greca, e non torna di sicuro prima di novembre. Vedi che fortuna, amò? Sembra che il destino ci voglia aiutare in tutti i modi.  E’ la volta buona.”

“La fai troppo facile, Annalì. E comunque mi spieghi perché ti sei conciata a questo modo, scollata, scosciata, bionda e truccata come una passeggiatrice? Devi fare un colloquio per un posto di badante, mica per il marciapiede.”

Annalisa sorrise sorniona: “Serve a depistare meglio, amò, a nessuno deve venire il sospetto che la badante criminale è  la tua fidanzata. Devo essere una conoscenza, diciamo così, occasionale. E si sa che gli uomini sbarellano facilmente per le bionde scosciate…”

Piero, suo malgrado, si lasciò prendere da un attacco di incontenibile ilarità: in effetti Annalisa con un’improbabile tinta ossigenata stile Platinette e truccata come Moira Orfei era una visione talmente surreale da fargli dimenticare i guai in cui andavano a cacciarsi.

Alle diciotto, puntuali, suonavano il campanello di un portone dignitosissimo di un palazzo molto signorile. Salirono tre piani di scale di marmo e furono introdotti in un appartamento discretamente lussuoso da una cameriera piena di sussiego: “Vado subito a chiamare le signorine, accomodatevi prego.”

Piero e Annalisa in versione passeggiatrice si appoggiarono con giustificato imbarazzo sul divano di velluto. “Mi raccomando, se fanno domande fai parlare me e non contraddirmi. Tu presentami solo come Elena, e dì che sono tanto una brava ragazza. Al resto penso io.” sussurrò Annalisa.

Dopo qualche minuto entrarono le nipoti della vecchietta, tutte e due straordinariamente sobrie, signorili e ben vestite. Dopo qualche sorriso tirato e qualche saluto freddino, si sedettero di fronte a loro e cominciarono a squadrare Annalisa senza nascondere affatto la loro costernazione. Probabile che, da quello che Piero aveva anticipato per telefono la sera prima, si aspettassero una specie di signorina Rottermaier, e invece si trovavano di fronte una donnaccia, per giunta di pessimo gusto.

“La signorina si chiama?” chiese schifata la sorella di destra a Piero.

“Elena” rispose volonteroso Piero.

“Elena e…?”

Piero guardò confuso Annalisa, che intervenne pronta: “Elena Kostantinova, vengo da  Brlucistan.”

La nipote di destra la guardò a bocca aperta, mentre la nipote di sinistra scrutava pervicace e sdegnosa nel vuoto.

“Brlucistan de l’est. Lontano lontano.”  aggiunse Annalisa accavallando le gambe e indicando vaga con le dita laccate di rosso un qualche spazio, un altrove indefinito.

“Ah. Capisco.” fece la nipote di destra, mentre Piero, malgrado l’afa, sudava freddo. “E dove vi siete conosciuti?” aggiunse dopo qualche istante pesantissimo di silenzio. Piero annaspava cercando una risposta plausibile, ma ancora una volta Annalisa fu molto più veloce di lui:

“Ne la strada, lui buon cliente. Io prima battona, da?  Ma lui ha portato via, ora non più vita brutta, lui salvato me. Io brava ragazza, fuggita da papponi cattivi. Ora io bisogno di lavoro onesto, da? Io brava ragazza, brava con vecchiette, brava badante, non più battona. Piero dì tu?”

“Bravissima ragazza, non più battona” balbettò Piero, rosso come il tappeto persiano sotto i loro piedi.

“Ah. Capisco.” ripetè la nipote di destra, sempre più sconvolta, stringendosi nel suo angolo di divano. “Ma i precedenti datori di lavoro, i papponi cattivi intendo, sono stati assicurati alla giustizia? Lei capisce, Piero, non vorrei che mia nonna restasse coinvolta in qualche…”

“Da, da, papponi cattivi ora non più fastidio, tu tranquilla! Nonna tranquilla!” esclamò Annalisa-Elena incrociando i polsi e alzando soddisfatta le mani nel segno delle manette.

“E quanto prende al mese, la signorina Kostantinova?” chiese improvvisamente la nipote di sinistra, girando finalmente lo sguardo verso Piero.

La risposta fu la parte più convincente di quel surreale colloquio: si accordarono per uno stipendio da fame e un orario da schiava, senza riposi né ferie. Il giorno dopo Annalisa-Elena poteva cominciare.

“Se la nonna la gradisce, naturalmente.” aggiunse la nipote di sinistra, guardando di nuovo nel vuoto.

Come accoglierà la vecchietta la nuova badante?

  • E’ perplessa, capisce benissimo che c’è qualcosa che non va nella nuova badante e si diverte a prenderla in giro. (50%)
    50
  • Malissimo, non la sopporta e la maltratta in tutti i modi possibili. (0%)
    0
  • Bene, la stravagante Elena le sta molto simpatica. (50%)
    50
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53 Commenti

    • Appena avrò un po’ di tempo: per ora tra revisioni di testi in uscita, un romanzo in fase di prima stesura, lavoro e vita non ci sta più nulla :-). Mi piacerebbe molto però cominciare una nuova storia qui su TheIncipit, già mi frullano in testa due tre idee 🙂

  1. Ringrazio tantissimo tutti i lettori e le lettrici che hanno partecipato, anch’io mi sono divertita moltissimo. In effetti la scadenza del 20 luglio mi ha costretto a correre parecchio con gli ultimi episodi, e il limite di 5000 battute a capitolo mi ha costretto a tagliare selvaggiamente. Cosa faranno adesso? Il quadro riusciranno a prenderlo? Eh, ho lasciato il finale aperto perchè ho più che una mezza idea di dare un seguito, tra qualche tempo, alle avventure di questi matti 🙂

  2. Bene, vedo che ho una doppia indicazione: la nonna troverà simpatica Elena-Annalisa, ma nel contempo (è anziana, mica è fessa) si renderà conto che la nuova badante è, per così dire, un po’ strana… Vado a scrivere il seguito. E da oggi, visti i tempi ristretti, devo puntare a un episodio al giorno, per finire entro il 20 luglio. Raccomando ai miei (pochi ma buoni) lettori prontezza di riflessi nel voto 😉

  3. Sono indeciso tra la signorina Rottermaier e la prostituta slava, soprattutto per la variabile di storpiatura linguistica che – se fatta in maniera adeguata e non meramente caricaturale – può introdurre un ulteriore elemento comico in un racconto già divertente.

    (La frase che ruberei: “si allontanò ancheggiando sdegnosamente sugli zoccoli tacco 12 che affondavano con pochissima dignità nella sabbia bollente”).

  4. Grazie a tutti per i commenti, mi pare che prevalga l’opzione finge di starci ma solo per evitare che si metta nei guai. Comunque se ci sono altri pareri fatevi sotto, stasera posto il nuovo episodio 🙂

  5. In realtà non c’è l’opzione che avrei votato, ossia accetta trascinato da lei ma per niente convinto, solo per conformismo e quieto vivere. Senza però un piano.
    Allora ho votato per la 1. 🙂

  6. Sì, cara Fulella, Annalisa è decisamente fuori e ne combinerà di tutti i colori 😉 Aiutatemi solo a capire dove vogliamo andare a parare: il tempo stringe, la fine del contest si avvicina (e ci sto prendendo gusto). Entro domani sera vorrei postare il prossimo episodio 🙂

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