Una precaria eternità

Dove eravamo rimasti?

Cosa decide di fare Piero? 3) Finge di accettare e di essere suo complice, ma con l’intento di fermarla prima che si metta in guai seri. (63%)

Senza sapere come, nè perchè

Piero rimase zitto. Si alzò dalla sdraio, si allontanò di qualche passo, poi di malavoglia si fermò e si girò. Guardò Annalisa e non era certo di conoscerla davvero, malgrado i quattro anni di assidua e soddisfacente frequentazione. Vero che la ragazza era irruenta, impulsiva come un cavallo pazzo. Vero anche che la situazione era sostanzialmente disperata. Però quando è troppo è troppo.

“Annalisa, amò, non ci posso stare. E’ una follia e lo sai anche tu.  Forse è meglio se ci prendiamo un momento per riflettere…”

La ragazza, già accaldata e ipereccitata, diventò ancora più rossa, e sembrava che le parole e il fiato le si fossero aggrovigliati in gola e non le volessero uscire. Pierò si avvicinò, preoccupato che fossero i primi sintomi di una sincope e fece per toccarla. Lei allora scattò: “Ma certo, prendiamoci pure una pausa di riflessione! Quattro anni non ti bastano, per chiarirti le idee?” gli urlò contro. Anche i fidanzati dell’ombrellone di destra a questo punto sobbalzarono, si staccarono per qualche secondo e lanciarono un’occhiata di compatimento alla coppia di vicini così evidentemente in crisi; poi sospirarono e ripresero a sbaciucchiarsi, con gusto maggiorato dalle disavventure altrui.

“Guarda che a me non piacciono le ipocrisie e i giri di parole, lo sai. Se vuoi dartela a gambe dimmelo chiaro, non c’è niente da riflettere.” Intanto, Annalisa radunava rabbiosa asciugamani e accessori da spiaggia e li infilava nella sua borsa  verde di paglia. “Vigliacco” concluse,  e si allontanò ancheggiando sdegnosamente  sugli zoccoli tacco 12 che affondavano con pochissima dignità nella sabbia bollente.

La sera Piero, ancora scioccato e confuso, decise di  andarsene al bar dello stabilimento per bersi una birra gelata e magari fare quattro chiacchiere con gli amici, per calmarsi. Ma quando arrivò era ancora presto e non c’era nessuno che conoscesse. Si sedette a un tavolino un po’ defilato, da solo. Beveva e si godeva il fresco della birra e del vento che, finalmente, muoveva un poco l’afa. Perso per parecchio tempo così, in pensieri tutt’altro che logici e definitivi, di colpo si riscosse al suono di una voce familiare. Si girò e vide Annalisa, abbronzata e spumeggiante, che se la rideva appoggiata al bancone del bar. Anzi no, a ben vedere era appoggiata a Roberto Moschitelli, noto in paese per tre cose: la bellezza ben temperata da anni e anni di palestra e trattamenti estetici costosissimi, il cospicuo patrimonio familiare e l’infimo quoziente intellettivo. Insomma, sembrava che Annalisa avesse messo in piedi, in quelle poche ore di singletudine, un altro piano scellerato.

“Lascia stare la mia ragazza, stronzo!” Piero, senza sapere bene come, si ritrovò in un secondo con la maglietta griffata del rivale palestrato stretta minacciosamente nel pugno e l’aggressività di un leone appena scappato dallo zoo. Moschitelli, i cui muscoli erano puro teatro, intimidito e balbettante cercava di giustificarsi, di minimizzare. Infine accolse con evidentissimo sollievo la chance che Piero gli lasciò: battè frettolosamente  in ritirata senza salutare neppure Annalisa, preoccupato solo di lisciare ben bene la polo mentre si allontanava, in modo che mamma, a casa, non trovasse traccia dell’aggressione subita.

Qualche minuto dopo, senza sapere bene perché, Piero baciava appassionatamente Annalisa e, annebbiato  dalle birre e dalle botte di adrenalina della giornata, le sussurrava che sì, va bene amò, l’organizzeremo il rapimento, e poi vivremo per sempre insieme, felici e contenti. A ogni breve sprazzo di consapevolezza, quando un minimo sindacale di lucidità gli si insinuava fra un travaso di miele e uno di testosterone, si diceva che va beh, però mica lo combineremo sul serio, ‘sto rapimento. Io faccio solo finta di starci, per non lasciare che Annalisa si metta nei guai. Solo per questo, figuriamoci. Mica sono un bandito…

Stabilito che il rapimento s'ha da fare, come si presenterà Annalisa ai parenti della vecchietta?

  • Come un'ex pornostar di incerta origine, modello Cicciolina, che ora vuole trovarsi un marito e un lavoro onesto. (29%)
    29
  • Come un'ex prostituta slava redenta dalla strada e inseguita dagli sfruttatori. (57%)
    57
  • Come un'ex infermiera vagamente teutonica, stile signorina Rottermaier. (14%)
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53 Commenti

    • Appena avrò un po’ di tempo: per ora tra revisioni di testi in uscita, un romanzo in fase di prima stesura, lavoro e vita non ci sta più nulla :-). Mi piacerebbe molto però cominciare una nuova storia qui su TheIncipit, già mi frullano in testa due tre idee 🙂

  1. Ringrazio tantissimo tutti i lettori e le lettrici che hanno partecipato, anch’io mi sono divertita moltissimo. In effetti la scadenza del 20 luglio mi ha costretto a correre parecchio con gli ultimi episodi, e il limite di 5000 battute a capitolo mi ha costretto a tagliare selvaggiamente. Cosa faranno adesso? Il quadro riusciranno a prenderlo? Eh, ho lasciato il finale aperto perchè ho più che una mezza idea di dare un seguito, tra qualche tempo, alle avventure di questi matti 🙂

  2. Bene, vedo che ho una doppia indicazione: la nonna troverà simpatica Elena-Annalisa, ma nel contempo (è anziana, mica è fessa) si renderà conto che la nuova badante è, per così dire, un po’ strana… Vado a scrivere il seguito. E da oggi, visti i tempi ristretti, devo puntare a un episodio al giorno, per finire entro il 20 luglio. Raccomando ai miei (pochi ma buoni) lettori prontezza di riflessi nel voto 😉

  3. Sono indeciso tra la signorina Rottermaier e la prostituta slava, soprattutto per la variabile di storpiatura linguistica che – se fatta in maniera adeguata e non meramente caricaturale – può introdurre un ulteriore elemento comico in un racconto già divertente.

    (La frase che ruberei: “si allontanò ancheggiando sdegnosamente sugli zoccoli tacco 12 che affondavano con pochissima dignità nella sabbia bollente”).

  4. Grazie a tutti per i commenti, mi pare che prevalga l’opzione finge di starci ma solo per evitare che si metta nei guai. Comunque se ci sono altri pareri fatevi sotto, stasera posto il nuovo episodio 🙂

  5. In realtà non c’è l’opzione che avrei votato, ossia accetta trascinato da lei ma per niente convinto, solo per conformismo e quieto vivere. Senza però un piano.
    Allora ho votato per la 1. 🙂

  6. Sì, cara Fulella, Annalisa è decisamente fuori e ne combinerà di tutti i colori 😉 Aiutatemi solo a capire dove vogliamo andare a parare: il tempo stringe, la fine del contest si avvicina (e ci sto prendendo gusto). Entro domani sera vorrei postare il prossimo episodio 🙂

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