Dieci estati

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete leggere nel prossimo capitolo? 21 anni e un matrimonio (67%)

La torta nuziale

Viola ha ventun anni anni. Ha imparato a stare dritta, a camminare sui tacchi senza sembrare un dinosauro, a non abbassare lo sguardo ma a sostenere quello degli altri. Indossa un abito lilla. Perché abbia scelto quel colore non lo sa nemmeno lei.

Non le importa di essere lì. Non le importa di niente. È diventata come sua madre, ha ereditato la sua malattia, il suo male di vivere, solo che ha imparato a nasconderlo bene. Ha imparato che le persone non ascoltano mai la risposta alla domanda «Come stai?», a loro basta un sorriso appena accennato, basta sapere che sei lì, ad ascoltare le loro chiacchiere vuote. Viola annuisce, dice la sua, dice quello che gli altri vogliono ascoltare.

Cosa farà da grande? Ancora non lo sa. Intanto sta frequentando economia, poi si vedrà. In fondo, è giovane e bella, ha tutta la vita davanti. Cosa potrebbe volere di più?

Sicuramente avrà la fila di corteggiatori dietro alla porta.

Viola sorride, si gira di lato e lo vede. Riccardo. Elegante, col fazzoletto che esce dal taschino. Bello come non lo è mai stato, neppure da adolescente.

Cammina verso di lui, piano, un passo alla volta, pensa mentalmente a qualcosa di brillante da dire, una frase a effetto, o una battuta che lo faccia ridere. Quanto le è mancata la sua risata sonora. L’altra però è più veloce, lo raggiunge con due calici di champagne, per brindare all’amore, quello che loro hanno e Viola, invece, non ha.

È stato Riccardo a invitarla al matrimonio, qualche giorno prima. Si sono incontrati per caso in un bar con vista sul mare. Viola era assorta nella lettura di un libro di diritto, accanto a una brioche mangiucchiata e un cappuccino ormai freddo. Riccardo stava ordinando un caffè, poi l’ha vista. Impossibile non riconoscere quella coda di cavallo, persino dopo tutti quegli anni in cui erano stati lontani.

«Ehi! Cosa ci fai qui?»

«Preparo un esame.»

«Al mare?»

«Qui non ho distrazioni e non c’è il caldo della città.»

Aveva preso l’abitudine di andare ogni anno alla casa al mare, da sola. Apriva tutte le finestre, le lasciava aperte anche la notte per addormentarsi con il rumore del mare.

Nessuno si interessava più di quella casa che stava diventando vecchia e piena di acciacchi. Viola la curava come non aveva potuto curare sua nonna. Voleva mantenerla giovane, eterna. Erano la custode l’una dell’altra, Viola la difendeva dal tempo così come la casa proteggeva i ricordi di tutte le estati che avevano condiviso.

«E tu cosa fai qui, invece?» aveva domandato a Riccardo, «Pensavo girassi per il mondo senza fermarti più.»

«Come? Non lo sai?» e le aveva parlato del matrimonio, «Perché non vieni? Mi farebbe piacere.»

«Okay.» aveva risposto lei anche se non ne aveva voglia, solo per stargli vicino, per condividere con lui un momento importante, un giorno che sarebbe rimasto indelebile nella memoria di Riccardo.

Avrebbe dovuto comprare un vestito e delle scarpe da abbinare. Non le piaceva vestirsi elegante, non le piacevano i matrimoni. Era convinta che non si sarebbe mai sposata, proprio come Stella.

«Questi sono gli anni dei matrimoni e delle foto dei bambini che fanno tenerezza su Facebook.» le diceva sua sorella da Londra, «Aspetta dieci anni e vedrai quanti tra quelli che conosciamo saranno ancora sposati.»

Forse era una visione un po’ cinica, forse l’aria londinese le stava facendo male. Ora Stella portava un taglio corto, mascolino. Pensava prima alla carriera e poi agli uomini. Era così diversa dalla ragazza solare che era stata un tempo.

O forse Londra non c’entrava niente.

«È colpa di nostra madre.» le diceva Stella, «Non ci ha mai insegnato ad amare.»

Riccardo la vede, ormai a pochi passi da lui, le sorride e le porge il suo calice di champagne. Viola fa cenno di no, lo guarda negli occhi, come se ci fossero solo loro due in quella sala, «Ora devo andare.»

«Ma come? Non rimani per il lancio del bouquet?» le chiede l’altra.

Viola scuote la testa, un movimento quasi impercettibile, «Tanto non voglio sposarmi.»

«Mai?»

«Mai.»

L’altra sgrana gli occhi, stupita di sentire una frase del genere a un ricevimento di nozze. Riccardo invece sorride, come se si fosse aspettato una risposta del genere, lui conosce Viola, o, almeno, così crede.

«Non resti nemmeno per la torta?»

«Non mi sono mai piaciuti troppo nemmeno i dolci.» risponde lei, «Saluta i tuoi fratelli.»

Si incammina verso l’uscita accelerando leggermente il passo, i camerieri stanno portando la torta nuziale. Un torta bianca di quattro piani, sembra più grande di com’è realmente. Solo l’ultimo piano è vero, il resto è tutta una finzione, un inganno. Come i matrimoni, come l’amore.

Che lavoro fa Viola a 23 anni?

  • segretaria in un’importante azienda (23%)
    23
  • fotografa (59%)
    59
  • modella (18%)
    18
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417 Commenti

  1. Grazie. Grazie di aver condiviso questa tua bellissima storia. Ti ho scoperta solo oggi e ti ho letta tutta d’un fiato. In molte estati di Viola ho rivisto le mie.
    Anche io fotografa, anche io con l’inapacità d’amare, con una madre da scoprire e con
    “Nessuno si interessava più di quella casa che stava diventando vecchia e piena di acciacchi. Viola la curava come non aveva potuto curare sua nonna. Voleva mantenerla giovane, eterna. Erano la custode l’una dell’altra, Viola la difendeva dal tempo così come la casa proteggeva i ricordi di tutte le estati che avevano condiviso. ”
    Quante vite lontane che si somigliano senza conoscersi mai.
    Ti meriti tutto quetso, mi piace molto come scrivi. Spero di rileggerti presto.

  2. Azz, mi devo contraddire… il 7 batte il 6.
    Per un attimo ho pensato avessi “barato”, perché il sito dice che aveva vinto “battesimo”, e non “funerale”. Ha sbagliato lui. Hai vinto anche contro la macchina.

  3. Bel capitolo (ho appena finito il 5). Già, il più bello finora.
    E’ vero, bisognerebbe soltanto salutarsi con “ciao”, “come stai” ormai ha assunto lo stesso significato.
    Mi chiedo quanto ci sia di te in questa storia… ovviamente è una domanda personale e non ci conosciamo, quindi era solo per dirti che è così toccante che sembra scritta in prima persona.
    Proprio perché il punto di vista è sempre e solo quello di Viola, trovo leggermente stonato il “…lui conosce Viola, o, almeno, così crede”. Forse era meglio dire che è Viola che “…crede che Riccardo la conosca”?

    Naturalmente, anche io ho fatto un’estate da solo a Barcellona. Mi sento spiato 🙂

    • Ihih
      In realtà sono una persona abbastanza riservata quindi non scrivo praticamente nulla di personale, magari qualche aspetto marginale, cose che capitano un po’ a tutti, per aiutare l’immedesimazione.
      Però mi fa piacere la domanda, perché vuol dire che Viola sembra una persona vera 😀

  4. All’inizio del secondo capitolo mi è venuta una morsa al cuore pensando che la madre di Viola potesse essere morta. Sembrava, ma fortunatamente non è così.
    Comunque, ho letto il commento dell’editor. In realtà, il fatto che si venga subito a sapere che tutto verrà stravolto è un’idea piuttosto forte: è una tecnicna che si vede in tanti racconti, ti dà quell’impressione di “disgrazia” imminente, rende anche più realistico e vicino alla vita vera il racconto. Un rosa può essere anche drammatico, e questa è l’idea che mi sto facendo io dopo queste poche righe.
    Chissà se è veramente Riccardo, l’amore della sua vita: mi darebbe uno scossone scoprire che alla fine invece è Tommaso, se non Roberto stesso. Non me lo dire per favore.

  5. Bell’incipit.
    Che malinconia e quanti ricordi, le estati della mia infanzia. Per me erano gli anni ’80.
    Le prime righe mi hanno ricordato una coppia di miei amici che hanno appena avuto un figlio, fidanzati da solo 4 anni. La cosa buffa è che hanno delle foto in cui erano piccoli, direi massimo otto, nove anni. Ed erano fidanzatini al mare. Buffa la vita.

  6. Il rapporto genitori e figli è un rapporto molto complesso, con eredità anche non volute, appunto come descrivi tu il “non averle insegnato ad amare”. Complimenti per questa conclusione e ancora più complimenti per il bel racconto che è venuto fuori, Giulia 🙂
    Un lieto fine tutto da vivere e scoprire.
    Brava!

  7. Ciao! Bel racconto e buon ritmo…
    Mi sarebbe piaciuto un colpo di scena legato a Stella e forse avrei evitato la ricomparsa di Riccardo nel 9° episodio.

    Ps: pare che la Ryanair prossimamente volerà pure su New York 🙂

  8. Cara, piano piano sto riprendendo le fila di tutti i racconti che ho lasciato indietro nel tempo. Me ne dispiaccio, perché avrei voluto seguirvi passo passo. Però la cosa bellissima è che l’immersione totale in un racconto filato, senza interruzioni di tempo, inchioda alle storie dei personaggi, senza scampo. Mi sono commossa, non dico a ogni estate ma quasi. In alcuni passaggi perché nella storia di Viola ho riconosciuto frammenti di estati e sentimenti in cui mi sono avventurata anch’io. I posti da cui vuoi fuggire e quelli che ti incatenano. Il modo inaspettato in cui a un certo punto della vita è come se si scambiassero. Le cose di cui si ha nostalgia senza rimedio, e quelle che si vorrebbero cancellare e si ricacciano in fondo, dove speriamo che nessuno le veda mai più.
    Poi la storia di Viola, come accade a ogni ragazzina quando diventa donna, è diventata sua e basta. Costellata delle sue sconfitte e delle sue scoperte. La casa di cui prendersi cura come della nonna non può non stringere il cuore. E poi l’immagine di Riccardo che è il mare e Viola la casa. Il momento in cui lei ancora si sente pietra, ma sta diventando qualcos’altro, un’immagine che resta scolpita.
    Sono felice di quest’immersione, e auguro a questo racconto ogni bene.

    • Grazie Margherita, non sai quanto mi faccia piacere questo tuo commento!
      Mi fa piacere che molti di voi si siano immedesimati in Viola e riconosciuti nelle diverse fasi della sua vita, perché vuol dire che il personaggio che ho creato era verosimile.
      Ormai sembra una persona vera anche a me.

  9. Non preoccuparti, Viola, perché tua figlia ti assomiglierà crescendo.
    Si intravede uno spiraglio di luce sul tuo futuro. Forse non sarà una favola, ma comunque una vita degna di essere vissuta.
    In bocca al lupo.
    E buona estate.

  10. Bello questo finale! Mi fa molto piacere leggere che ci sia uno spiraglio di speranza, che la nuova vita si impone, chiedendo di spendersi, ma spendersi per il meglio, per un bene! E il confronto con la madre è davvero reso bene!
    Perdonare la madre e poi perdonare se stessa: penso che tu abbia colto il punto della questione! Come sempre, bravissima!
    Aspetto altri racconti! 🙂

  11. Da donna a donna Giulia,penso che il tuo racconto, attraverso la vita di Viola,sia un viaggio attraverso noi. In ognuno dei capitoli .Non sono riuscita a valutarlo come un rosa.Le figure maschili,per me marginali,hanno accompagnato Viola verso Viola, poi verso Greta. Adesso, prendiamo quell’aereo e sorvoliamo il mare.Complimenti.

    p.s .nell’attesa di un tuo nuovo racconto leggerò gli altri. A presto.

  12. Che dire Giulia: il capitolo finale e’ la ciliegina sulla torta di questo racconto che mi e’ piaciuto molto e che trova nell’immagine di copertina una giusta rappresentazione:
    Viola la casa il mare e lei piu’ consapevole affacciata ad un nuovo periodo della sua vita…brava!

  13. Inizio col farti i miei complimenti per la copertina che è molto bella, ultimamente le stanno facendo più belle vero? (se hanno cambiato grafico sto facendo una brutta figura…)
    Poi brava per la fine, Viola è maturata e a soli trent’anni ha trovato delle risposte e un senso alla propria vita grazie alla figlia.

  14. Hai messo a segno un altro colpo da maestra.
    Dieci capitoli, dieci estati, dieci perle.
    Che fossi brava già si sapeva, ma ti sei superata a parer mio Giulia. Vabbé, smetto di farti complimenti che sennò poi sembra male…
    Applausi, un 2-3 minuti circa.
    A presto
    Giò

  15. Ciao Giulia. Ho seguito il tuo racconto un po’ in disparte, perché si tratta di una storia molto particolare, dalla struttura inusuale e inserita in un genere che non è esattamente il mio. L’intera narrazione è pervasa da una vena di tristezza quasi tangibile e dalla sensazione che la felicità non arriverà mai (o perlomeno, questi sono i sentimenti che mi ha trasmesso).
    Insomma, per fartela breve, non riuscivo a capire se mi piacesse o meno.
    Ho però seguito con interesse gli episodi mano a mano che uscivano, e, arrivati al penultimo capitolo, devo ammettere che la storia di Viola mi sta appassionando.
    Faccio ancora in tempo a votare per il finale, quindi spero di rivedere Riccardo un’ultima volta, ma solo per rifilargli il sonoro calcione nel didietro che merita ormai da un pezzo, augurandomi che Viola capisca finalmente che c’è un mondo che l’aspetta, là fuori.

    • Ciao, Massimiliano, mi fa piacere che la storia ti sia piaciuta nonostante il genere e l’atmosfera malinconica.
      Per ora la madre sta stravincendo, le cose potrebbero comunque cambiare. Anche se spero di no perché ho già iniziato a scrivere il finale. Non so ancora come sarà. Spero di riuscire a concludere entro domenica.

  16. Credo che Viola abbia bisogno di confrontarsi con la madre, per chiarire le cose che l’hanno fatta star male per tanto tempo…mi sembra di aver capito che dipenda tutto dall’indifferenza della madre. In ogni caso, io reputo Viola una donna egoista…sembra che il mondo le giri attorno, ‘mo vuole pure un figlio…
    😉

  17. Avevo proposto una separazione tra Viola e Riccardo: grazie per avermi pienamente accontentato! Ora, sperando vada bene ancora, propongo l’amante. Credo fortemente nell’amore ma la debolezza della carne potrebbe avere un ruolo fondamentale.

  18. Un amante, perché forse è quel che le serve davvero 😉 Viola imparerà ad acchiappare i momenti belli e lasciar andare quelli già passati, forse 25 anni sono pochi per capirlo, ma prima o poi ci arriverà…sperando che non sia troppo tardi, perché ad una certa età non si ha più voglia di combattere.

          • Ahah, più o meno: in realtà ero perché l’intimità restasse puramente episodica.

            Ora che siamo quaggiù e nessuno ci vede, risponderò alla tua domanda. La sensazione mi è nata da una frase centrale, quella in cui l’autore esplicita quello che sarà il loro destino, “perdersi per poi ritrovarsi”. L’ho trovata didascalica. Perché esplicitare ciò che hai suggerito in maniera magistrale per tutto il racconto? Era necessario spiattellare con scarso riguardo per il lettore ciò che è uno dei fili conduttori della storia?
            E poi la “mano”: sei passata da sette magnifici quadri impressionisti (dove tutto procedeva per sensazioni, per impressioni) alla lunga pennellata – insieme verista e romantica – del macchiaiolo, dove la voce delle emozioni scansionate
            surclassa quelle delle emozioni percepite e non enfatizzate.
            Infine i dialoghi: fra due persone che hanno verosimilmente già fatto un certo discorso svariate volte, non credo sarebbero quelle le parole usate. Troppo enfatiche. Viola – della cui compostezza ci siamo tutti infatuati nel corso dei primi sette capitoli – si mette a parlare come un’eroina da soap opera.
            Sto esagerando, naturalmente. Ma, per sorridere, prova a mettere in fondo ai dialoghi di questo capitolo un nome messicano: “non posso rimanere qui, Pablo” –
            “Sì che puoi, Carmelita” – “No. lo sai che non posso, Pablo”.

            (Va beh, l’ho finita in vacca, ma mi sono permesso di spiegare le mie sensazioni perché – come sai – questa storia mi piace un sacco. Dirò di più: è a mio modesto avviso la più matura per essere pubblicata come e-book singolo. Forza Menegatti siempre).

  19. Io ho votato per un nuovo personaggio, perché quella con Riccardo e’ una storia d’amore intensa ma mai sbocciata e anche se per un momento l’hanno vissuta, non riuscirà a svilupparsi. viola l’ha idealizzata… Per me ha trovato un ragazzo con il quale c’è stata da subito una intesa particolare… Ho letto tutti i capitoli in una volta, la storia e molto bella e malinconica, sarà che è sera e sto leggendo nel buio, ma mi ha lasciato dell’amarezza…. Molto bella.

  20. Nell’estate dei suoi 25 anni vedrei volentieri Viola in riva al mare (immancabile sfondo)
    con un nuovo personaggino frutto dell’amore di Viola e Riccardo che ormai vivono felicemente e oserei dire “serenamente” insieme…e brava Giulia!

  21. Ok, ammetto che mi ha sorpreso. Parecchio. Perché pensavo che quel desiderio, quel volerlo, fosse sempre asintotico rispetto all’ottenerlo. E invece…
    Non dico di esserne rimasto deluso, ma quasi. A volte il dolore fa fare cose strane, ti fa aggrovigliare alla vita in modi impensabili, ma questi due… boh, non lo so.
    La scrittura è anche questo: sorpresa…
    Nel prossimo vorrei vedere Stella. Perché (come già detto da locullo) lascerei questo episodio come una parentesi, un errore da dimenticare (per lui).

  22. Sai, un po’ mi spiace che non sia passata la prima versione che avevi in mente, quella dove la vita di Viola si dispiegava oltre la sua giovinezza: penso al primo capitolo, quando le opzioni prevedevano una Viola quarantenne, che già immaginavo divorziata e senza figli.

    (E allora dico che il bacio con Riccardo e l’intimità che ne è seguita, resteranno una bellissima parentesi: l’estate prossima Viola sarà insieme all’uomo che presto, troppo presto, sposerà. Un uomo insignificante quanti altri mai).

  23. Voto per il battesimo.

    Bravissima Giulia! Finalmente sono riuscito a recuperare gli ultimi tre episodi (mi dispiace non aver votato gli ultimi due!). Hai sempre uno stile accattivante e scorrevole e sai lasciare un’ottima suspence a fine episodio. Molto belle le considerazioni sulla crescita, sul diventare adulti.
    Complimenti! 🙂

  24. Sempre brava nel creare l’atmosfera giusta.
    Vediamo come te la cavi con un funerale (ma chi ti ferma? manco la Morte).
    Protesto vibratamente (ma non è colpa tua) per l’affollamento di episodi pubblicati nelle ultime ore per colpa di ‘sto concorso. Non si riesce a starvi dietro.
    Per fortuna domenica parto di nuovo e stavolta, dove vado, neanche l’iPhone mi funzionerà e mi perderò il caos della settimana finale. Mi dispiace solo di non poterti votare.

  25. Ti ho recuperata! Ero indietro con tutto…
    ero indeciso tra modella e fotografa, ma fotografa mi ispira di più 🙂

    Il titolo mi ha ricordato il bellissimo Dieci inverni, ambientato tra Venezia e Mosca, se non l’hai visto, recuperalo perché è molto carino come film. Parla degli incontri di due persone attraverso dieci inverni appunto.

  26. La tua scrittura ha proprio un bel ritmo, efficace e coinvolgente. Descrivi bene la protagonista, aiutando il lettore a entrare nel suo mondo di adolescente. Anche gli altri personaggi hanno bisogno di essere presentati con la stessa cura, proprio per aiutare chi ti legge a entrare ancora di più dentro alla storia. Bellissima la chiusa del primo episodio, proverei invece a rivedere l’incipit che “brucia” un po’ il seguito del racconto nelle prime righe anticipando fin da subito che tutto verrà stravolto: anche lasciare un po’ di suspance aiuta il coinvolgimento dei tuoi lettori!
    Occhio ai tempi verbali, ci sono un po’ di salti e incongruenze… ☺

  27. sono perfettamente d’accordo con giovanni; probabilmente con una viola fotografa giulia ci potrebbe regalare una serie di immagini indimenticabili, ma non posso ignorare l’evoluzione che ha subito viola, descritta all’inizio di quest’ultimo capitolo

  28. Io ho scelto il mestiere più adatto a una persona che ha imparato bene l’arte dell’apparenza.
    Lei, così brava a fingere il sorriso, la vedo bene sorridere sulla passerella, o su un set fotografico. Lei davanti l’obbiettivo, non dietro. Dove tutto è involucro vuoto, privo di essenza, dove i sorrisi sono staccati dal senso, dalle sensazioni.
    Ok, questo è il pensiero. Tanto vince la fotografa.
    Altro centro pieno Giulia. Se mi dovessi sorpassare, nota il mio inchino nel mentre lo fai. Davvero, lo meriti.

  29. Ops, ti ho fatto finire due opzioni in parità! Ma tanto qualcuno sbloccherà il risultato 🙂
    Secondo me Viola in realtà nasconde un bel caratterino, è più forte di quello che sembra quindi mi piacerebbe vederla alle prese con un’altra esperienza all’estero. 🙂

  30. Dalle opzioni, par di capire che hai rinunciato ai salti temporali cui anelavi all’inizio.
    (Facciamo quello più lungo che ci è consentito, e andiamo a vedere il matrimonio londinese di Stella. Ché ormai è chiaro che il tópos di questo racconto è la geniale secondarietà della sua protagonista).

  31. Il tuo incipit mi ha “catturata”… ho letto i capitoli tutti di seguito per recuperare! 😉
    Adesso si prospetta un’estate solitaria mentre io avrei preferito fosse in compagnia, ma sicuramente saprai come stupirci!
    Brava, ti seguo!

  32. Da un paio di giorno cara Giulia sto leggendo i tuoi ebook, sparsi tra the incipit e Amazon. Ti considero un autrice moderna, che non rinnega, però, alcuni elementi della scrittura classica: stile ricercato, cura nella stesura dei dialoghi, perfetta ricerca dei vocaboli adeguati. Anche in questo tuo attuale racconto non manchi di rispettare questi canoni, ma la storia procede scorrevole e snella, un piacere leggerla! Questa volta sono a favore per un’estate solitaria.

  33. Mi piace molto questo nuovo racconto un genere nuovo per te affrontato con il piglio che ti contraddistingue,vorrei vedere Viola che a 17 anni si lascia alle spalle
    solitudine e malinconia e trascorre l’estate in compagnia di un’amica…

  34. Io ho votato per il ragazzo. Chissà che non l’aiuti a far ingelosire Riccardo.
    Solo una curiosità, verso la fine non capisco dove si trova Viola. Cioè è abbracciata a Riccardo o sta seduta con Alessandro sulla spiaggia?
    Comunque il bacio è un finale perfetto!

  35. Inutile che mi spertichi ulteriormente in apprezzamenti, però una cosa la devo dire. L’uso che fai del tempo presente è magistrale: perfetto per questo racconto, resce a trasmettere vicinanza e – chissà come – amarezza.

    (Voglio sprofondare con lei nell’infelicità: dico da sola).

  36. Speravo ancora in Viola diciottenne (amo il 18 eh 😉 ) ma anche la baby Viola mi ha davvero coinvolto. La stesura dell’episodio è perfetta, alcune frasi rispecchiano scelte stilistiche davvero azzeccate. Complimenti davvero! Questa volta ho votato per Riccardo che arriva, ma in dolce compagnia.

  37. Bellissimo, Menegatti. Questo racconto è bellissimo. Siamo nel rosa, è vero, e non è certo il mio genere: ma il livello è alto, la struttura perfetta per un racconto in dieci capitoli, l’approfondimento degno di un romanzo psicologico. Clapclap.

    (Voto che arriva con la sua ragazza).

  38. Dannata sessione estiva di esami che mi lascia solo brandelli di tempo per poter seguire le storie qui su The Incipi, ma una nuova storia della Meneggatti non me la lascio perdere di certo.
    p.s. per me sei l’unica meritevole di vincere questo Contest Estivo 😉

  39. Ciao. Ho votato per i 18 perché secondo me rappresentano un passaggio focale nella vita di tutti e sono curioso di vedere come Viola li affronterà. Avevo letto in giro che eri molto brava, e non posso che concordare:) complimenti e adesso aspetto il prossimo episodio. se ti va poi magari passa da me così mi suggerisci qualche bella idea 🙂

  40. Sarà anche rosa, ma in questo incipit c’è una tensione così affilata che sembra un thriller. La descrizione della bambina, e di quello che prova, è superba. L’amarezza e la malinconia emergono da sole senza esser esplicitate e tuttavia di tagliano con un coltello. L’ambientazione… italiana!!! Love!
    (Io credo che stiamo per leggere un grandissimo racconto incipitaro).

  41. Benvenuta al concorso giulia 🙂
    Con te il numero delle teste di serie in gara aumenta 😉
    Ammetto che quando ho letto la notifica del tuo racconto mi sono fiondato ad aprirlo, poi ho letto il genere. “Rosa?” mi sono detto “ci sarà un errore…”. Sono seguiti dopo due minuti buoni di ping pong tra il nome autore ed il genere.
    Riconosco, però, che anche in questo genere te la cavi egregiamente, nonostante non sia tra i miei preferiti.
    Ho votato per 40 anni… meglio abbondare, se futuro è, che futuro lontano sia!!

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