Amore a prima vista?

Dove eravamo rimasti?

Il finale sarà ambientato tra... cinque anni (76%)

Cinque anni dopo...

Erano tutti seduti a tavola per il pranzo, impegnati in una conversazione animata quando Camilla, con un filo di voce attirò l’attenzione e tutti si zittirono, stupiti.

«Non puoi farlo, non adesso Camilla» sbottò Tiziano.

«Papà ho ventidue anni, non ti ho chiesto il permesso» disse esasperata. «Vieni con me?» chiese a Diego.

Lui esitò a lungo, non sapeva se assecondare la pazzia di Camilla o… Niente. L’amava e l’avrebbe assecondata.

«Certo» rispose piano, e Camilla sorrise.

Dopo un lungo viaggio finalmente erano arrivati, attraversarono il giardino ed entrarono in casa. Il pavimento, tra pupazzi, costruzioni e matite colorate sembrava un campo da battaglia. Jason era sdraiato in terra accanto al bambino, attento a qualsiasi movimento facesse. Diego si mise al livello del bambino e vide che, per quanto fosse ancora piccolo, avevano una somiglianza pazzesca. Era la sua fotocopia in miniatura.

«Ciao Chris, dove sono mamma e papà?» chiese Diego scompigliandogli i capelli. Christian, il suo fratellino, aveva solo quattro anni ma era già un ribelle dalle idee chiare, tutto il suo contrario. Il nome intero non gli piaceva e da quando aveva imparato a parlare diceva di chiamarlo solo Chris. Se lo chiamavano per nome intero lui non rispondeva.

Trascorsero le vacanza con Carlo e Laura, da quando Chris era nato non parlarono più di divorzio. Camilla insisteva per aiutare Laura in cucina che rifiutava in quanto, a detta sua, lei doveva solo rilassarsi. Ma Camilla non riusciva a stare ferma quindi prendeva Diego, Chris e Jason, ormai inseparabili, e passarono delle bellissime le giornate al mare.

Era venerdì e sarebbero partiti la domenica mattina. Si alzarono, fecero colazione e si vestirono. Erano sdraiati sull’erba, in casa non c’era nessuno, e Camilla chiese ancora una pazzia.

«No, tesoro questo non posso farlo» disse Diego.

«Ci vado da sola» rispose Camilla irritata.

Si alzò di scatto e uscì lanciata dal giardino, anche se non ci sarebbe mai riuscito, Diego la seguì provando a farle cambiare idea. Lei lo ignorava e continuava a camminare. Si fermò solo quando la vide, esattamente come la ricordava. Osservò la casa: erbetta curata, pareti bianche e tetto rosso. Tutto fiabesco come allora.

Diego le prese una mano, Camilla si voltò e fecero per andarsene. Era stata una stupida, perché non ascoltava mai quello che diceva Diego?

«Camilla» disse una voce. La sua voce.

Lei si voltò di nuovo e, per quanto fosse lacerante il dolore che sentì quando ‘tornate a letto’ le rimbombò nella testa, non riuscì a trattenersi. Corse da sua madre e si abbracciarono. Dentro casa parlarono a lungo, aveva divorziato, aveva mandato via padre e figlio e gestiva il canile da sola. E andava molto meglio. Chiese a Camilla di restare, dovevano sistemare molte cose ancora, ma lei non accettò.

«Non sarebbe giusto nei confronti papà, Sophie e Diego. Loro mi hanno aiutato, fosse stato per te sarei impazzita qui e non dovrei nemmeno essere qui. Potremo sentirci per telefono ma non pretendere di più» disse Camilla.

Riprese la mano di diego e se ne andarono in silenzio. Camilla volle andare in spiaggia, il sole ormai stava tramontando e rendeva la spiaggia un posto romantico al punto da far tornare in mente i ricordi e, allo stesso tempo, faceva riflettere sui peggiori. Videro i campi da beach volley in lontananza ed entrambi sorrisero, in quelle settimane Diego aveva imparato a giocare e si divertiva tanto.

«Ricordi come ci siamo conosciuti?» chiese Camilla.

«Certo, mi sei caduta addosso quando stavo per addormentarmi» rispose Diego.

Lei sorrise. «Scusa» sorrise ancora e lui le baciò la guancia. «Perché hai fatto tutto quello che hai fatto per me?»

«Cosa?» e Diego fu stupito.

«Ci conoscevamo da pochissimo tempo e, per quello che ne sapevi, potevo anche essere una pazza che si inventa le cose» Camilla s staccò. A momenti aveva scatti d’ira irrazionali e la sua autostima finiva sotto i suoi piedi.

Lui la guardò un lungo istante, doveva solo trovare le parole giuste, sospirò e sorrise. «Tesoro, da appena ho visto i tuoi occhioni verdi e il tuo bellissimo sorriso non ho capito più niente. Era un brutto periodo, la stanchezza degli esami, i miei che quasi divorziavano e tu sei arrivata all’improvviso, hai spiazzato tutte le mie difese. L’ho capito solo quando ho lasciato l’università ma… mi sono innamorato di te dalla prima volta che ti ho vista e…»

Non finì la frase, Camilla gli saltò addosso legando le gambe attorno alla sua vita; Diego la strinse, le loro labbra s’incontrarono, prima in piccoli baci per poi trasportarsi in un lungo bacio appassionato ed esigente. Persi l’uno tra le labbra dell’altra, scordarono il mare e le palme che li circondavano, non sentivano il vento scagliarsi contro la loro pelle e non dettero importanza alle poche persone che, passando, li notarono.

Camilla si rimise in piedi e, prima di allontanarsi troppo, Diego la tirò nuovamente a sé e continuò a riempirla di baci.

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178 Commenti

  1. Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  2. La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  3. Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  4. Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  5. allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  6. Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.