Afonia

Dove eravamo rimasti?

chi ho incontrato? Raffaele (38%)

Odi et amo

Non mi aspettavo di incontrare qui Raffaele, sono un po’ spiazzata ma a quanto pare lo è anche lui visto che mi chiede:

“Come mai da queste parti?”

“La mia facoltà è qui, ricordi?”

“Si certo, scusami oggi sono un po’ distratto”

“Tu invece?”

“Io cosa?”

“Come mai da queste parti?”

“Ah sì, sono venuto a trovare un amico”

Rimaniamo in silenzio. Dopo un paio di minuti interminabili lo saluto per tornare a lezione ma lui:

 “Ti va di fare un giro in macchina?”

“Certo”

Ma che dico? Ho lezione! Ormai… Ha qualcosa di diverso. Non mi guarda negli occhi. Salgo sulla sua micra rossa un po’ impolverata, c’è odore di fumo, c’è odore di lui.

“Tutto ok? Sembri un po’ strano”

Ci pensa, senza guardarmi.

“Mi sono accorciato i baffi, sarà per questo” – sorride.

Rimaniamo in silenzio. Guardo fuori dal finestrino, alla mia destra c’è il Foro Italico: il mare cristallino del porto riflette la luce del sole, nel prato i bambini si inseguono tra palme e oleandri mentre i più pigri si riposano nelle panchine, in lontananza una nave punta l’orizzonte. Chissà dov’è diretta. Guardo a sinistra e c’è la Kalsa, un quartiere costruito dagli arabi: dove un tempo passeggiava l’emiro con la sua cerchia ristretta, oggi si odono le cantilene dei venditori ambulanti e si respirano gli aromi della nostra terra. Amo Palermo. Davanti a me un’orrenda lastra d’acciaio si innalza dalla piazza: “monumento ai caduti nella lotta contro la mafia”, costruito dopo l’omicidio di Pio la Torre. Odio Palermo.

“A cosa pensi?”

“A niente. Dove stiamo andando?”

Si irrigidisce di nuovo, si mordicchia il labbro superiore, si accarezza la barba e poi risponde

“C’è una cosa che devo dirti”

Si gira verso di me e per la prima volta mi guarda negli occhi. Sembra preoccupato ma lentamente cambia espressione. Le rughe sulla fronte non ci sono più, sorride, tra la barba si intravedono le fossette, adesso la sua mano è sulla mia.

“Anzi, prima andiamo a mangiare”

Non capisco. Non so cosa pensare tanto meno cosa dire quindi mi limito a fare un cenno d’assenso con la testa. Posteggia e dopo pochi minuti ritorna con due enormi brioches con gelato.

“Nocciola vero?”

“Si, grazie”

Sembra tornato quello di sempre, accende la radio, canta, mi chiede dell’università. Finito il gelato mi faccio coraggio

 “Allora, cosa volevi dirmi?”

“Niente, non darmi retta!”

“Sembrava una cosa importante”

“Non lo era”

Mi guarda di nuovo, sento il suo profumo. Sento la feniletilamina, la noradrenalina, la dopamina. Sento l’adrenalina. Lui sorride e probabilmente lo sto facendo anch’io, siamo sempre più vicini quando… Il suo cellulare squilla. Fa un balzo, lo prende e rifiuta la chiamata.

“Scusami ma ora devo scappare, ti riaccompagno all’università”

“Ok”

è arrivato il momento di dire la verità...

  • chiedo spiegazioni a Raffaele (30%)
    30
  • confesso tutto a Lana (43%)
    43
  • no, non ancora (26%)
    26

Voti totali: 23

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72 Commenti

  1. Ho optato per confessare a Lara tutto quello che sentiva, solo lei l’altra metà della mia medaglia può capire. Ma nel mio immaginario penso che Lara avrà una strana reazione, per qualcosa che riguarda Raffaele…..

  2. Io per ora direi di vivere il presente proprio per lasciare la suspance! Ti faccio i miei complimenti per questo ottimo primo capitolo! Normalmente il genere Rosa non mi attira nemmeno alla lontana, ma scrivi benissimo, sei coinvolgente e hai ritmo, perciò ti affido la mia visione di questo genere letterario! Magari riuscirai a farmelo piacere! 😉 Ti seguo!

  3. Sei stata davvero brava con questo incipit. Ho votato “vivi il presente”, perché sono proprio curioso di sapere cosa accadrà veramente, alla protagonista e alla sua amica. Ovviamente prevedo il peggio.
    Ti prego mantieni questo ritmo, queste descrizioni quasi oniriche, quest’atmosfera “estiva”… mi ricorda la mia gioventù. Sigh
    Sarà una storia rosa, ma la seguo. Tiè, farmacista 🙂

  4. Vivi il presente. La vita è oggi…
    Sono piacevolmente impressionato, in genere nutro pregiudizi nei confronti del genere rosa ma devo confessarti che ho fatto bene a sfidare la sorte.
    Belle le descrizioni di Palermo, che certo non descrivono a fondo la città, ma quei piccoli particolari (l’automobilista irrequieto, la clochard, il vucumprà, l’abusivo…) impreziosiscono amabilmente lo sfondo.
    Complimenti, hai un nuovo lettore. Benvenuta su THeiNCIPIT
    Giò

  5. Alla Vucciria mi sono ripromessa di andarci prima o poi, è una delle tante cose che devo assolutamente fare prima di diventare troppo vecchia 🙂
    Mi è piaciuto molto questo primo episodio… mi piacerebbe sentirti raccontare ancora qualcosa del passato, sono sicura che sarà una lettura molto piacevole 🙂

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