La vita media delle farfalle

Il bulbo di papavero

Il bulbo del papavero ondeggiava al vento ed Ernesto ne seguiva il movimento. Non era come i papaveri comuni, quelli che aveva visto a centinaia nei campi della sua fattoria, era più grande. I petali ormai erano caduti e rimaneva solo il bulbo. A differenza di quelli che conosceva aveva un diametro superiore ai 3cm. Che fosse un papaver somniferum?, pensò.

Aveva letto su Wikipedia che erano coltivati un po’ in tutto il mondo e che il diametro del bulbo poteva arrivare fino a 10cm. Crescevano spontaneamente anche in Italia, particolarmente nelle zone costiere, ma non erano così comuni e al massimo il diametro arrivava a 4. Era la prima volta che ne vedeva uno così grande. Appena caduti tutti i petali, se si faceva un’incisione sul bulbo, ne usciva un liquido biancastro che seccandosi diventava scuro e da lì si ricavava l’oppio. Quello ormai era troppo secco, ma dentro sicuramente c’erano i semi.

Guardando meglio vide che ce n’era più d’uno e stavano tutti lì ad ondeggiare alle folate di vento che producevano le macchine al passare. Cosa ci potessero fare tutti quei papaver somniferum sul ciglio della strada, proprio alla fermata dell’autobus, era un mistero. Soprattutto perché non se ne era mai accorto. Non era sicuro che fossero di quella specie, ma gli sembravano proprio simili a quelli che si ricordava di aver visto su internet.

L’autobus delle 7:14 era in ritardo come sempre. Dopo alcuni minuti di contemplazione decise di staccarne tre. Mettendoli nella tasca posteriore del suo zaino vide che era proprio lì che aveva lasciato il suo lettore mp3. Pioveva. Si mise gli auricolari e schiacciò play. La prima canzone che partì nella selezione random fu Breathe dei Telepopmusik.

Che succede ad Ernesto?

  • Mentre aspetta, la frenata brusca di una macchina a 50 metri da lui, attira la sua attenzione (68%)
    68
  • L'autobus non passa ed è costretto a ritornare a casa (21%)
    21
  • Prende l'autobus (11%)
    11
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126 Commenti

  1. Dante perdonami: amo i gatti in maniera incondizionata e assoluta, a questo sommiamo che appassionarmi agli altri e’ molto radicato in me … risultato … non posso che votare sulla ricerca di news sulla ragazza !!!!! Sempre molto piacevole leggerti … scorrevole e leggero e stracondito di particolari … davvero bravo … un abbraccio … a presto … stai bene …

  2. la scena descritta nel secondo capitolo, seppure un po’ confusa, è molto coinvolgente e toccante
    credo tu sia troppo severo con te stesso (emerge soprattutto dalla tua biografia) scrivi per te, per stare bene, né per sentirti onnipotente né una nullità. e soprattutto non fermarti al primo ostacolo!
    ti seguo con molto interesse

    p.s. ho votato per la legna e la cosa insolita, chiedo scusa alla tua ragazza 😉

  3. Anch’io, come la Schub, sono rimasto un po’ sorpreso (diciamo pure spiazzato, in realtà), dal risvolto canino con cui hai aperto il capitolo. Epperò è un altro bel capitolo, che si chiude con lacuriosità di sapereil senso di quella sveglia ad un orario nel quale il protagonista è già sveglio.

    (Seguo Schub anche nel voto dell’opzione).

  4. Il primo capoverso è davvero efficace, proprio come struttura sintattica delle frasi, e per un sito che si chiama così è un buon risultato.
    Conduci al finale, con le orecchie tese al suono della sveglia Casio, regalando al lettore un dettaglio in più e tanta voglia di scoprirne altri.
    Per quanto riguarda le opzioni, ho perfettamente visualizzato il cugino imbecille che pubblica le righe di Bukowski (magari anche sbagliando la citazione) e quindi lo faccio perdere nell’infinita maglia del web.
    Aspetto il prossimo, bravo Dante.

    S.

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