I vivi e i morti

Dove eravamo rimasti?

Ora inizia l'azione. Cosa accade in casa Kendall? Lauren si sveglia ed esce. Quando torna, la madre è accasciata fuori dalla teca in mezzo ai vetri. Dopo aver chiamato Norman, Lauren scappa. (40%)

Pensiero negativo«Ciao Lauren, entra. Che bello vederti!» esclamò Ronald. Lauren entrò e chiuse la porta. Ronald aveva perso i genitori in un incidente d’auto molti anni prima. C’erano poche teche nel suo salotto. La sua famiglia era composta da un vecchio zio (Lauren lo chiamava affettuosamente Clint il saggio) e dalla nonna materna Joan. Capì subito quanto l’amica fosse sconvolta, ma come sempre aspettò che fosse lei a parlare. Un tipo calmo, poco mondano, che sapeva aspettare e ascoltare. Lauren l’aveva chiamato chiedendogli se potevano vedersi.
Dunque era uscita disobbedendo agli ordini di Norman. Non devi lasciare sola nostra madre.
«Com’è andata con quel coglione di mio fratello?»
«Ti riferisci al progetto?»
«Sì. Se solo sapesse che l’idea l’abbiamo partorita assieme mi diserederebbe…»
«Non so ancora nulla. Secondo me la boccerà»
«Certo, ha paura dei risultati! Sono dovuta scappare da casa. Tutti gridavano contro di me.»
«Tua madre?»
«Emetteva dei suoni strani, mi ha terrorizzato».
«Non l’ha ancora dissanguata?».
«Cos’è questa storia del sangue?».
«Bisogna sostituire il sangue con una sostanza che permette la manutenzione dei tessuti e di tutto il resto».
«E quei rantoli?».
«Forse è il cervello che si deve assestare…».
«E se non si svegliasse?».
«Non è possibile. Si deve svegliare. Non è mai accaduto che dopo la morte non tornassero».
«E quella storia che se penso negativo non si sveglia? Mio padre mi assilla…».
«Loro percepiscono ogni tipo di energia e la possono involontariamente liberare senza controllo».
«Me ne sono accorta. Mia zia a momenti buttava giù le pareti stamattina…».
«Devono stare tranquilli».
«A che distanza percepiscono questa dannata energia?».
«Solo in casa».
«Quindi qui sono al sicuro».
«Sì. Stai tranquilla. Faccio un caffè».
Lauren si sentiva a casa, era per la vicinanza di Ronald. Sapeva che l’angoscia si sarebbe ripresentata regolarmente appena varcata la soglia di casa. Dovrò rimanere fuori casa a vita, diventerò una nomade!. Sorrise.
«Grazie, se non ci fossi tu…».
La gentilezza di Ronald la commuoveva e non poteva non prendersi cura di lui. Lauren pagava i suoi studi, per lei i soldi non erano un problema: era terribilmente ricca. Lo faceva senza alcun secondo fine, solo perché se lo meritava e lo ammirava profondamente. I primi tempi che si frequentavano si era presa una cotta per lui, agli intellettuali belli e timidi non riusciva a resistere. Poi aveva scoperto che era gay. Lo guardava mentre faceva il caffè e lo sentiva vicino. Non la giudicava per le sue idee, non la aggrediva e sapeva anche stare zitto se non aveva niente da dire. In casa sua invece c’era sempre qualcuno che blaterava; suo fratello parlava anche se non aveva nulla di interessante da dire, si affidava ai luoghi comuni o alle banalità pur di aprire bocca; i silenzi lo terrorizzavano, come se dall’assenza di rumori affiorasse la verità, un peso troppo pesante per lui, forse parlando sentiva di essere ancora vivo. La morte non risparmia nessuno, né i vivi né i morti. In casa di Ronald al contrario c’era un mare di silenzio.
«Se ti boccia il progetto deve fare i conti con me, a quel punto non starò più zitta», non sopportava che Norman censurasse un progetto solo per le sue stupide paranoie. Si trattava di una ricerca circa le opinioni della popolazione circa l’invenzione di una tecnica che permettesse di recuperare i morti anche nei casi di morte violenta. I risultati non piacevano affatto a Norman.
«Come prendi sempre tutto di petto tu Lauren, sei proprio tosta.»
«Oggi ho voglia di distruggere il mondo. Questa storia di averli con noi non mi va giù…».
Il telefono. Ronald rispose e non disse quasi nulla.
«Lauren, è accaduto qualcosa a tua madre. Non vivrà più. La teca si è rotta e lei giace a terra in mezzo ai vetri.»
«Com’è possibile?»
«I casi sono due: o è morta di morte violenta e non ti è stato detto oppure…»
«Oppure?» incalzò Lauren.
«Oppure sei stata tu a ucciderla con i tuoi pensieri.»
Lauren uscì di corsa.

Dove sta andando Lauren?

  • va a nascondersi da Paula, la sua vicina, di modo che possa vere notizie della madre, ma senza farsi vedere da suo fratello (63%)
    63
  • Scappa lontano per pensare (13%)
    13
  • Va a casa per dare l'ultimo saluto alla madre (25%)
    25
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51 Commenti

  1. mi è piaciuto molto questo concetto di “vita eterna”, una vita che, in questo caso, non credo valga la pena di vivere… me lo immagino già: “Un cervello in salotto”, comunque ho votato la morte violenta della madre, vediamo se Lauren la pensa ancora così sulla “vita nel barattolo” dopo che ha saputo che non potrà mai più interagire con la madre…
    stavo per scrivere vedere la madre, ma dato che si dovrebbe trattare di un cervello credo abbia più senso il termine “interagire”. avrai capito che ti seguo e molto volentieri…
    se vuoi puoi dare un’occhiata alla mia storia 😉
    ps: non amo molto la fantascienza ma questa storia mi ha incuriosita parecchio, se vincesse l’opzione che ho votato si trasformerebbe in una specie di giallo-fantascientifico…?

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