Again and Forever.

Dove eravamo rimasti?

E ora? Blanche è in pericolo: Sebastien riuscirà a salvarla in tempo? (50%)

Run away…

Corri. Corri più veloce possibile… scappa!

Doveva fuggire da quel caos. La sensazione di paura che l’aveva perseguitata in quei giorni era diventata puro terrore. Blanche non sapeva dove stava andando, non vedeva, non sentiva… tutto era avvolto dal buio più profondo. Aveva una sola certezza: scappare dal suo appartamento. A un tratto sbatté contro qualcuno; sentendosi bloccare con forza cercò di ribellarsi a quella morsa.

“Lasciami!” urlando, iniziò a tirare calci a chi la stava trattenendo contro la sua volontà. Più urlava, più si sentiva stringere. Il suo corpo non rispondeva alla ribellione, ma assecondava il calore del corpo che la bloccava contro il muro del vicolo.

“Blanche! Calmati, smetti di tirare calci, apri gli occhi”. Un calcio nello stinco gli fece emettere un urlo, carico di rabbia ed eccitazione. Come un predatore, d’istinto si avventò sulle labbra della ragazza. Un attimo di lotta che si spense in tenero bacio. Blanche riconobbe il profumo dell’uomo. Ecco perché il suo corpo non rispondeva alla sua paura ma, solo al desiderio di restare tra quelle braccia possenti.

“Piccola Blanche…” un sussurro che la ripotò alla realtà.

“Sebastièn!” aprì le palpebre “Portami via. Ti prego!”

In quel momento nessun luogo sembrava più sicuro delle sue braccia. Lui uno sconosciuto che le aveva rubato l’anima con un solo sguardo.

Senza risponderle l’afferrò per mano e si diresse verso il ristorante dall’altra parte della strada.

“Blanche perché fuggivi disperata?” la voce di Sebastièn, era pacata come i suoi movimenti. Lei lo guardava preparare una cioccolata calda. Le mani eseguivano movimenti precisi e veloci. L’aroma del cacao si univa con quello del peperoncino sapientemente dosato, per rendere irresistibile la bevanda.

“Blanche?” ancora una volta quella voce la riportò alla realtà.

“Sono entrata nel mio appartamento, ed era tutto completamente distrutto… dovevo scappare!” rispose esitando tra una parola e l’altra.

“Piccola Blanche, non tremare” disse Sebastièn mentre le appoggiava sulle labbra un cucchiaio colmo di calda cioccolata. Densa, profumata, amara e piccante. Blanche la fece scivolare sulla lingua gustando ogni ingrediente: cacao amaro, burro, panna liquida e peperoncino.

Una goccia le rimase sul labbro, voluttuosamente la raccolse con la lingua. Un gesto istintivo e veloce che non sfuggì allo sguardo di Sebastièn, che la stava imboccando. Non stava usando un cucchiaino, voleva vedere quelle labbra rosate schiudersi soltanto per lui. Avrebbe voluto sentirle sul suo corpo, sulla sua pelle.

“Non sai come sia sensuale ed eccitante vederti assaporare il cibo con tanta passione” ancora una calda e lucente goccia rimase su quelle labbra… non riuscì a resistere. Vi passò la sua lingua rapidamente, scontrandosi con quella di lei. Gli sguardi s’incrociarono e le loro lingue si unirono in una danza che parve infinita.

Blanche sentì una strana sensazione mai provata… passione! Scivolò giù dal tavolo, dove l’aveva fatta sedere Sebastièn. Iniziò a baciarlo sul collo lasciando che le mani aprissero uno a uno i bottoni della camicia. Voleva sentire il calore della sua pelle sul suo viso, voleva donargli piacere come faceva sempre con Henry. Con gesti ormai automatici, s’inginocchiò per liberare il sesso di Sebastièn e prenderlo tra le sue labbra.

Lui era ammaliato da quelle carezze. Quando sentì la morbidezza di quella bocca, tanto desiderata, avvolgere il suo membro, cercò lo sguardo di Blanche.

No, non così!

Lei era lì ai suoi piedi, le palpebre serrate, senza provare alcun piacere in quello che stava facendo. A fatica si allontanò da lei. Blanche rimase qualche secondo immobile, la bocca aperta, come se stesse aspettando un ordine.

“Hai mai provato piacere? Hai mai goduto nel donare tutta questa passione?” Lei aprì gli occhi e lo guardò stupita.

“Non sono brava?… Perdonami!”

“Sciocca, tu devi perdonare me!” di peso la rimise seduta sul tavolo. Seguendo le morbide curve, la spogliò dolcemente. Rimanendo incollato al suo sguardo, le fece allargare le gambe. Voleva quel corpo ma capì che lei non aveva mai provato piacere. Abbassò la bocca su quella che era la porta di un mondo fantastico… il profumo di lei era inebriante e il suo sapore altrettanto magnifico.

Blanche era al culmine dell’eccitazione, la sentiva fremere a ogni suo tocco.

“Blanche, vieni… vieni per me. Ti prego!” la sensazione di calore che la pervase fu travolgente. Lasciandosi andare, Blanche emise la più dolce delle musiche che Sebastièn che avesse mai sentito: il suo nome gridato tra due gemiti.

Tendendola per i fianchi la penetrò delicatamente, fino a perdersi dentro di lei. Gli sguardi erano legati come i loro corpi, l’uno dentro l’altra.

“Sei un sogno fatto realtà, piccola Blanche. Ti ho desiderato dal primo ‘scontro’…” Sebastièn era convinto che non si sarebbe mai più innamorato ma, ora lei gli stava donando una speranza.

“Mi prenderò cura di te!” le disse dolcemente.

Blanche per la prima volta aveva provato piacere… ma il ‘terrore’ era ancora in agguato.

Alla vista dei quei corpi intrecciati nel vortice della passione, trattenendo un urlo… sputò sulla finestra appannata. Chi spia gli amanti?

  • Solo un “topo d’appartamento” rimasto a bocca asciutta. (0%)
    0
  • Henry. (83%)
    83
  • Qualcuno pagato da Henry... vista la sua vigliaccheria. (17%)
    17
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84 Commenti

  1. Io invece sono affascinata da questo racconto…eros e romanticismo….un connubio perfetto!!!…Curiosa di leggere come andrà a finire!
    Morgan74, scusami ma… a me sembra che Sebastièn non rientri assolutamente nella gategoria degli uomini bastardi….

    • Blanche è un attimino svampita, ma solo perché fino ad ora ha visto un lato distorto dell’amore…
      Sebastièn quello giusto? Sicuramente meglio di Henry!
      … poi lo sento talmente carico di passione, che mi sembra di vederlo come si “cucinerà” a fuoco lento la piccola Blanche

  2. Anche a me interessa sapere perchè Henry possa avere questa forza su Blanche.
    Probabilmente sarò l’unica a dire che questa puntata non é stata di mio gradimento, ma penso che sia stata utile per chiarire le varie posizioni tra Blanche e Henry.

    Approposito, stó vedendo delle parallele tra questo racconto e quello di Anais Nin “Henry, June ed io”, a parte il nome Henry, I ruoli tra Anais e Hugo erano solamente inversi e … in fondo non cosí devastanti, ma… leggendo mi è venuto il mente quel romanzo.

    Ok, si, vediamo cosa sfila Hunter dal suo cilindro magico 🙂 (y)

      • Nulla di tutto questo Marbles, l’episodio è scritto benissimo. Quel che a me non piace è questo modo di sommettersi oppure di sommettere, scusa sai!!! Non è il mio mondo, non ho mai potuto capire donne (o uomini) che si fanno trattare in questo modo dal partner e questo viene da loro chiamato “amore”.
        Mi dispiace se mi hai malcompresa 🙂
        Ti seguo senza lasciarti 🙂

        • Ti posso assicurare che nemmeno Blanche apprezza l’atteggiamento di Henry… ma per sua sfortuna non conosce ancora cosa sia l’amore, quindi per adesso ha una visione fuorviata della passione! 😉
          Tutti i suggerimenti, le critiche ed eventuali complimenti ( che non fanno mai male 😉 )
          possono solo aiutarmi a migliorare! 😉
          Grazie Andreina.

  3. Certe volte vivo proprio con la testa tra le stelle… ho “scoperto” ora questo racconto a 4 mani!
    Complimenti “Hunters”… sarà un divertimento indovinare l’autore di ogni episodio, i vostri stili sono così diversi e affini che renderete la passione un vortice di colori!
    Mi lancio con le prime impressioni: episodio 1 Emily, episodio 2 Hunter …. non è che il prossimo lo scrivete in due?

  4. “Blanche… la T-shirt era talmente bagnata da risultare trasparente, lasciando intravedere le abbondanti curve del suo morbido seno…”
    Ok sono stato diverse volte a Londra e pioveva sempre, ma questa Blanche dove abita così la prossima volta che vado e piove la cerco subito! 😉
    L’incipit mi piace, ma sorge un dubbio…

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