Gli sciacalli

Dove eravamo rimasti?

Dove ha intenzione di correre Gary? da Suarez e Curtis (50%)

Due chiacchiere con la signora Alvin

La Lincoln di Gary sfrecciava per le polverose strade di Tucson. Il sole quel giorno picchiava in maniera incredibile, le gomme stridevano sull’asfalto bollente. L’aria condizionata era al massimo, eppure Gary si sentiva opprimere da quei dannati raggi solari. Era la prima volta da anni che il Marshal girava senza giacca e con le maniche della camicia all’altezza del gomito. Era appena uscito dall’ospedale dove si trovava l’agente Curtis. Avevano chiacchierato amabilmente per diversi minuti e agli occhi di Gary quell’uomo diceva la verità. Era solo un anziano secondino che si era ritrovato a terra ancora prima di capire cosa fosse successo. Anche l’agente Suarez diceva la verità. Lui controllava un’altra area del penitenziario, ma durante la pausa aveva trovato a terra l’amico e non aveva potuto fare altro che constatare la fuga del detenuto. Strano il caso, fosse andato in pausa cinque minuti prima non sarebbe successo assolutamente nulla perché per Bill atterrare due agenti senza lasciare tracce sarebbe stato praticamente impossibile. Ora Gary stava dirigendosi verso la casa dei coniugi Alvin, li dove tutto era cominciato. Perché? Semplice, intuito. Parlare con quei due gli avrebbe sicuramente fatto bene. Una volta svoltato nel vialetto che portava all’abitazione rallentò drasticamente, così da non dover respirare più polvere del dovuto. Giunto a pochi metri dall’abitazione spense il motore e scese dall’auto sistemandosi il cappello. La signora Alvin sedeva in veranda. Stava fissando il Marshal, eppure era come se i suoi occhi stessero esplorando un’altra dimensione. Il suo corpo era li, la sua mente di certo no.
– Salve signora Alvin.- disse Gary portando una mano al cappello. La donna si voltò nella sua direzione, ma non disse nulla. Dopo diversi secondi parve ritornare sulla terra. Venne scossa da un fremito e sorrise.
– Marshal che piacere, come mai da queste parti?
– Ero curioso di vedere se vi foste ripresi.
– Un giorno non le pare un po’ poco?
– Si, ma potrebbe essere anche molto.
– E questo in base a cosa?
– Non ne ho idea, credo che la cosa sia soggettiva.
– Quindi il giorno dopo una tragedia come quella che ci è successa secondo lei dovrebbe essere un giorno normale?
– Non per forza, ma non vedo perché non dovrebbe esserlo.
– Forse perché ci hanno sequestrati e hanno cercato di ucciderci?
– Si, questo è vero, ma ci sono persone che hanno affrontato di peggio, e sono ancora qui con noi.                                                                                 –  Questo sicuramente, ma mi sarebbe piaciuto vederle il giorno dopo la tragedia, per osservare in che condizioni si trovassero.
– Le assicuro che ho visto persone comportarsi come se non fosse successo niente.
– Beh, quelle persone o sono troppo forti, o sono troppo stupide.
– Che è più o meno la stessa cosa.- Gary fece una pausa, si passò una mano sul viso e riprese a parlare.- Suo marito è in casa signora Alvin?
– Sta dormendo. Vuole forse vedere se le sue condizioni sono migliori delle mie?
– Resterei con lei a parlare di come ci si deve sentire il giorno dopo una tragedia in eterno, ma il problema è che…
– …La sua non è una semplice visita di cortesia.- concluse la frase la donna,
– In effetti no.
– Mi dica cosa vuole, ma poi la prego se ne vada, ho bisogno di restare sola.
– Nella cella di Bill Williams è stato trovato un biglietto con scritto in cima il vostro indirizzo. Perché?
– E lo chiede a me? È lei il poliziotto, tocca a lei scoprirlo.- rispose la donna scocciata.- io so solo che un figlio di puttana è entrato in casa mia e ha cercato di uccidere me e mio marito.
– Si risparmi la sceneggiata signora Alvin, in altre circostanze potrei anche provare a crederle, ma in questa storia ci sono un po’ troppe coincidenze. E le dirò di più, io non credo alle coincidenze.
– E quali sarebbero queste coincidenze?
– I soldi ad esempio? Oppure il biglietto?
– Quali soldi? Quelli che non sapevamo di avere nascosti dentro ad un muro? E del biglietto io non ne so nulla.
– Signora Alvin quando una persona risponde ad una domanda con un’altra domanda, o è molto stupida, o è molto intelligente. Lei che tipo di persona è?
– Se ne vada.
– Ora vado signora Alvin, ma non si preoccupi, ritornerò.
– Perché?
– Mi pare ovvio, perché non so come sta suo marito.- sorrise.- me lo saluti e gli dica che presto ci berremo un caffè insieme.
Detto questo Gary si avviò verso la macchina, aprì la portiera e con gesti lenti e consolidati avviò il motore per poi allontanarsi sorridendo. Il suo intuito non sbagliava, praticamente mai.

Cosa succede ora?

  • La signora Alvin corre a fare una telefonata (33%)
    33
  • L'uomo importante, quello che ha deciso di liberare Bill, torna in scena (33%)
    33
  • Gary viene aggredito (33%)
    33

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184 Commenti

  1. Ma che bel capitolo!
    La negoziazione è affascinantissima come arte/disciplina. Un po’ di psicologia, moltissimo intuito, idee chiare e un controllo assoluto di sè e i dialoghi riflettono tutto questo.

    La cosa che mi è piaciuta di più, però, è il flusso di coscienza di Mark. I dubbi così umani in un momento di assurdità complessiva.
    Quindi scelgo per lui un momento di eroismo, che non ha mai avuto in vita sua e, se dovesse sopravvivere al piombo, lo renderebbe un uomo diverso.

  2. Descrizione e dialoghi in sintonia chirurgica, scenario mozzafiato. Concordo con l’amico locullo, qui ti sei superato. Applausi.
    Il duello in stile western non mi convince, e nemmeno il duplice omicidio (ma non sarebbero dovuti essere già morti? XD).
    Lotta tra Mark e Bill.

    • Mamma mia quanti complimenti, e chi se lo aspettava? manca solo il nostro Mocher e meglio di così non può andare 🙂 per quanto riguarda il duplice omicidio diciamo che ho strutturato le domande in modo che potessero restare vivi il più a lungo possibile 😉
      Grazie di tutto 🙂

  3. Siamo giunti a una svolta quindi. Deve scapparci per forza il morto. Va bene, sarà anche finto buonismo, ma non me la sento di far morire una donna, ragion per cui uccide entrambi.
    L’osservazione dell’amico Locullo è sicuramente da tenere in considerazione. Ma se in quella casa esistesse una sorta di passaggio segreto che conduce parecchio lontano dalla zona dell’assedio? Un ostaggio sarebbe solo d’intralcio.

  4. Mi piacciono sempre molto i dialoghi, funzionano proprio! E più leggo più mi rendo conto che non saprei mai scrivere un diaogo credbile in questo contesto…

    Io sono per uccidere la signora alvin, secondo me il marito ha ancora da dire/fare qualcosa…

  5. Bill… sangue pazzo è… ma non sparerà di certo ad una donna, e nemmeno farà la figura del fesso. Spara al sig. Alvin, ma con questo non voglio dire che l’abbia ucciso, magari soltanto gambizzato.

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