DICKY WARD

Dove eravamo rimasti?

Che brutta situazione per Dicky! Cosa farà? Non lo ucciderà perchè si considera sì un farabutto, ma non un assassino(però poi sarà costretto a compiere l'omicidio). (56%)

Contatto mortaleEstrae di nuovo la foto dalla busta.
La guarda attentamente.
Sotto il volto una scritta in piccolo. Ugo Ward.
“Propri lui. Dovrei ucciderlo…”
Mezz’ora.
“…quel bastardo. Se lo meriterebbe. Ma io devo farlo?…”
Mezz’ora.
“…per la mia società ho fatto cose orribili, ma…”
Mezz’ora.
“…uccidere. E poi chi mi garantisce…”
Un’ora.
“..che la riavrò”.
Gira la testa.
Le macerie del grattacielo.
“Basta seghe mentali. Ho scelto di diventare un uomo d’affari proprio per scappare da gente come lui. Quindi morirà. Punto e basta.”
Si alza.
Si incammina.
Passo deciso.
Quaranta minuti.
Passo incerto.
Brividi lungo la schiena.
“Cazzo! E pensare che quando ho abbandonato questo posto di merda pensavo di averlo lasciato dall’altra parte del mondo”.
Tipi dall’ampia felpa dall’altra parte della strada. Ridono e bestemmiano.
Cammina rasente il muro.
“Non è il posto migliore per passare in completo italiano”.
Si ferma.
Un grande arco.
Più in dentro un agglomerato di finestre. Grandi e piccole. Mura dall’intonaco cadente.
Al centro uno spiazzo di cemento.
Un groppo alla gola.
“Che schifo!”
Si guarda intorno.
Si gira.
Va ad appostarsi dietro un bidone dei rifiuti.
Due ore.
Il sole si sta alzando nel cielo.
Il buoi comincia a diradarsi.
“Dove è finito? Merda! Forse non vivono più qui!”
Un canto rauco in lontananza.
Tende le orecchie.
Si fa più vicino.
– Io la donna bionda la voglio no! Io… –
Da dietro l’angolo esce un vecchio ubriaco. Rubicondo. Barcolla.
“Finalmente”.
Dicky si accovaccia a terra.
Si toglie la giacca.
Estrae la pistola.
Avvolge la giacca intorno alla canna.
Spia oltre il bidone.
Ugo è fermo.
Appoggiato al muro.
“Questo è il momento buono.”
Si mette in ginocchio.
Prende la mira.
“Che cazzo sto facendo?”
Abbassa l’arma.
“Sono un rispettabile uomo d’affari! I tossici come lui ammazzano a sangue freddo!”
Ugo cade per terra. Borbotta.
“Gli faccio un piacere ad ammazzarlo”.
Un’ora.
Fissa le macerie di fronte a lui.
“È stato bello.”
Si gira di scatto.
Occhi inumiditi.
Si guarda attorno.
Indugia sulla caffetteria.
Prende il portafoglio.
Lo apre. Cento dollari.
“Pensare che non le ho neanche fatto la mancia”.
Dieci minuti.
Seduto al tavolo. Davanti a una tazza di caffè.
“Cosa cazzo faccio adesso?”.
Si avvicina Patricia.
Posa sul tavolino un piattino con sopra un brioche.
-Non ho…
-Offre la casa.
-Perché?
-La vedo giù di morale.
-Non farai molta strada se offri brioche a tutti i depressi che entrano.
-Lei è depresso?
-Ci mancherebbe altro!
-Allora cosa c’è che non va?
-Non impicciarti!
-Suvvia! Potrei esserle d’aiuto.
-Dubito che tu possa aiutarmi a riavere quello che ho perso.
-È questo? Lei ha perso qualcosa.
-Tutto! Non qualcosa.
-Non dica così! È giovane e mi sembra pure intelligente. Che ha da perdere?-
“Ha ragione! Ho neanche trent’anni e un’esperienza ventennale”.
Si sfrega le mani.
“Farò più soldi della vita di prima”.
Si alza.
Lascia venti dollari di mancia.
-Signore…-
Esce.
Cammina lungo il marciapiede.
Passa davanti a un chiosco di giornali.
“Cosa?”
Si ferma.
Osserva il titolo in prima pagina su uno dei giornali esposti.
Disastro sulla diciannovesima strada.
“Ieri sera… grave incidente…due vittime…Cazzo!”
Le foto dei due morti.
Il tassista e l’autista del bus che aveva incontrato durante la notte.
Sposta lo sguardo.
“Porca vacca”.
Incendio in uno degli appartamenti di Boulervard Street.
“Incendio… muore..Cazzo! È morto Willy. Bhè, gli sta bene”.
Sposta di nuovo lo sguardo.
In fondo alla pagina una scritta: ‘solo le vittime non muoiono al tuo contatto’.
“Che cazzo è?”
Guarda gli altri giornali. Non hanno quella scritta.
“Sarà un errore di stampa”.
Uno sparo. Urla allarmate.
Si volta.
Dalla caffetteria esce di corsa un uomo in passamontagna.
Sale su uno macchina accesa. Parte.
Dicky si avvia verso la caffetteria.
Si blocca sulla soglia.
“Mio Dio!”
Patricia riversa sul pavimento. In una pozza di sangue.
“Non può essere… tutti morti!”
Un groppo allo stomaco.
Un giramento alla testa.
“Sono in trappola”.

È evidente che Dicky dovrà uccidere suo fratello. Ma come?

  • Gli taglia i freni della moto. (11%)
    11
  • Invece il fratello morirà accidentalmente. (56%)
    56
  • Gli avvelena la cocaina. (33%)
    33

Voti totali: 9

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38 Commenti

  1. Ho iniziato a seguirti 😉
    Mi piace l’evoluzione della trama e il tuo stile è sicuramente particolare, anche se a volte risulta troppo spezzato. Con qualche dialogo in meno sembra ascoltare Lucarelli che racconta XD
    Voto per l’avvelenamento. Dick mi è parso abbastanza ostile nei confronti del fratello, magari questa situazione che sta vivendo è la spinta giusta per sbarazzarsene.

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