Piede di porco

Dove eravamo rimasti?

Le cose si mettono male per Luca, o almeno così sembrerebbe. Chi tornerà in scena adesso? Marco (100%)

Tentazioni tentacolariLuca si guardò attorno, ma di Marco non c’era traccia.
“Oh, non si preoccupi per suo amico. Ci ho pensato io,” disse Harry continuando ad aprire e chiudere la forbice chirurgica.
“Dov’è?” disse Luca. Si sentiva la gola secca, e ogni volta che deglutiva gli bruciava come se ci fosse il fuoco dentro.
“Oh, suo amico sta bene. Molto meglio di prima. E tra poco, starà meglio anche lei, damerino. Cosa preferisce, cane o pesce?”
“Non ho fame!” sbraitò il ragazzo, che steso nudo sul piano da obitorio aveva i brividi di freddo.
“Oh, ma questo non è mica un ristorante. Anche suo amico deve averlo pensato. Lui ha scelto pesce,” una risata grottesca concluse la frase, ed echeggiò nella stanza. Poi Harry si aggiustò gli occhiali, tirando su la montatura nera che era scesa sul naso adunco, e premette un pulsante rosso su di un tastierino attaccato alla parete. Aveva lo sguardo spiritato, le sopracciglia alte sulla fronte e un sorriso folle stampato sul volto.
Un pannello mobile iniziò a scorrere verso l’alto, e dove fino a poco prima c’era una parete bianca, apparve un enorme acquario. Qualcosa di indefinito sguazzava là dentro, avvicinandosi al vetro.
Appena capì di cosa si trattava, a Luca si drizzarono i peli delle braccia. Era la piovra gigante, e la cosa più spaventosa non erano i tentacoli, che pure facevano ribrezzo con tutte quelle ventose viscide, ma la testa. Quella bestia che si muoveva fluttuando nell’acquario aveva la testa di una donna. E Luca la riconobbe pure: era la figlia del tabaccaio. Un bel giorno era sparita nel nulla. Puff! E adesso era lì, davanti ai suoi occhi, col corpo di piovra. Roba da non crederci.
Ma quello che diede il colpo di grazia al povero Luca, fu l’entrata in scena, in quella specie di palcoscenico subacqueo, del secondo cefalopode mutante. A fluttuare nell’acqua, con i tentacoli che si muovevano a casaccio, scoordinati per la poca esperienza, c’era anche una piovra con la testa di Marco.
A quel punto la piovra figlia del tabaccaio si avvinghiò alla piovra Marco, che dall’espressione del volto pareva gradire e pure parecchio quell’abbraccio tentacolare.
“Bene, bene. Lasciamo intimità agli innamorati. Auguri e moscardini maschi!” disse Harry premendo di nuovo il pulsante rosso. Il pannello iniziò a scendere, coprendo l’acquario e le tentazioni tentacolari che in quel momento lo animavano.
“No, non può essere. No, non può essere,” ripeteva Luca in continuazione. La testa gli girava come una trottola, e iniziarono pure a fischiargli le orecchie.
“Tu non deve preoccupare. Tuo amico sta bene. Tuo amico felice adesso,” disse Harry terminando la frase con il suo solito ghigno malefico.
A quel punto Luca non resistette più e svenne.

Bene, di Marco abbiamo saputo. Adesso quale sarà la sorte di Luca?

  • Arriveranno gli alieni che salveranno Marco e Luca e disintegreranno la villa di Franchistano ma poi Luca si sveglierà e capirà che era tutto un sogno. (40%)
    40
  • Luca farà amicizia con Harry, più o meno. (60%)
    60
  • Luca cambierà vita, basta con le rapine in villa. (0%)
    0
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71 Commenti

  1. Ciao Roberto, qui su the incipit il secondo e il terzo finale sono in parità da alcuni giorni. Sto aspettando che la situazione si sblocchi. Per l’eBook mi sono riservato la libertà di scegliere tra i due finali quello che preferivo.
    Comunque se entro stasera non cambia nulla, taglio la testa al toro e pubblico l’ultimo capitolo. Nel frattempo ho buttato giù anche un pezzo per l’altra alternativa.
    Avevo anche pensato di scrivere due finali alternativi, in fondo è una storia a bivi.
    Ciao!

  2. Quello che mi piace di questa storia è esattamente ciò che non piace ad Angela Caputo: quel misto di horror e grottesco, quella vena naïf che non mi è chiaro se è studiata o è spontanea.
    Purtroppo per te non mi sembra che ci siano molti estimatori di questo genere. Qui la sperimentazione non paga.

  3. Due episodi in una settimana, stavolta. Non posso bacchettarti, mi stai troppo simpatico. Poi questo episodio, in barba all’argomento e – forse – alla tua stessa volontà, è scanzonato, si legge facilmente, tutto d’un sorso. Solo, ingegnere, mi lasci dire: “su un piano” e non “su di …” che si usa solo con i pronomi personali.

    • Ciao Roberto,
      eh sì, due episodi non li avevo mai scritti in una settimana. Ricambio la simpatia, e aggiungo una grande stima. Purtroppo il ripasso di grammatica che ho fatto di recente ha colmato alcune lacune (soprattutto con gli accenti e gli apostrofi), ma ne ha lasciate aperte altre.
      Alle elementari, non so perché, mi ostinavo a scrivere “fù” anziché “fu”. Poi la maestra mi diede da riempire non so quante pagine di “fu” scritto correttamente. E Adesso chi si sbaglia più.
      Grazie della correzione, davvero. Mi sarà utile per questo racconto, e in futuro.

      Angelo

  4. Devo dire che con questa storia sono in difficoltà. E’ scritta bene, è scorrevole, è briosa, ma…niente da fare, il genere humor grottesco non è nelle mie corde. E’ come se non sapessi dove devo sorridere e dove infastidirmi o inquietarmi, col risultato che non riesco a smuovere proprio nessuna emozione. Non ci arrivo, e mi rendo conto che è un mio problema.

    • È un genere un po’ atipico, è vero. E poi di certo io non sono il massimo esponente 😉
      Quando inizio a scrivere un racconto non so mai bene cosa uscirà fuori, dipende da quello che mi gira per la testa in quel momento. Di recente la vena thriller è tornata a pulsare, vedremo quali tasti pigeranno i mie polpastrelli nei prossimi giorni…

      • Avevo detto ad Angela Caputo, quando ancora mi divertivo a giocare qui, che ritenevo il genere humor il più difficile da affrontare e, in quanto tale, che mi solleticava l’idea di mettermi alla prova con un racconto umoristico. Non dico di avere cambiato idea ma per ora ho bisogno di allontanarmi da questo sito prima di farmi odiare per i miei commenti tranchant. Anche perché mi reprimo spesso, sarei molto più pesante con molti, quelli che non ho mai iniziato a seguire o che, in silenzio, ho smesso di seguire.

  5. Avevo letto i primi cinque capitoli tutti insieme (votando il quinto) e solo ora mi avvedo che è uscito il sesto: interessante virata verso un grottesco gradevole.

    (Voto per andare a cercare Marco. Il neonato gigante, col pannolino e quei rotoli di ciccia, non può andar lontano).

  6. Rispondo qui al tuo commento sul mio racconto.
    Ti dirò: anche a me è capitato di non trovare più in elenco storie che seguivo o di scoprire che non avevo votato pur essendo convintissimo di averlo fatto. Ho sempre dato la colpa alla mia linea asdl e/o al Mac che ogni tanto ha un po’ di spocchia e si rifiuta di fare quello che dico io.
    Sei sempre molto gentile e i tuoi commenti sempre ben accetti. Mi piacerebbe qualche critica.

    • Ciao Roberto, grazie della correzione. Anche un altro lettore mi aveva segnalato questo errore (su twitter). Un buffo refuso, o forse un lapsus freudiano come diceva lui…

      Stavo pensando di istituire il premio “Trova un refuso e vinci un ebook”. I lettori che troveranno un refuso (o errore vero e proprio) riceveranno l’ebook di “Piede di porco” in formato mobi o epub.
      Che ne dici, può essere un’idea?