Piede di porco

Dove eravamo rimasti?

Marco e Luca si dividono. Sarà una buona idea? Luca entra nel garage dei Franchistano. Ritrova la sua bicicletta di quando era bambino. (45%)

Apriti sesamo“Il primo che finisce torna dall’altro,” proseguì Luca, “appena trovi le chiavi, raggiungimi al garage. Altrimenti vengo io da te. Tutto chiaro?”
Marco fece di sì un’altra volta, poi puntò la sua torcia verso i gradini delle scale e scendendoli si diresse verso il capanno degli attrezzi.
Luca per un tratto seguì a breve distanza l’amico, poi girò sul retro dell’abitazione, dove c’era il garage.

“Vediamo cosa ci tengono qui dentro. I ricconi pure il tosaerba hanno di marca,” pensò Luca mentre prendeva il piede di porco e un cacciavite dallo zainetto. La serratura era convenzionale, nessun collegamento con l’antifurto, e ad aprirla non ci mise molto.
Quando il ragazzo sollevò la saracinesca, si ritrovò davanti un garage senza automobili parcheggiate. C’era spazio per almeno due vetture là dentro. Puntò la torcia sulle pareti: scaffalature metalliche piene di scatoloni, una lavatrice, persino un tavolo da ping pong chiuso e accantonato da una parte.
Ma la cosa che più di tutte attirò la sua attenzione fu una bicicletta appesa alla parete, una vecchia bicicletta da bambino. La sua. Era convinto che gliela avesse rubata un compagno di scuola, tanti anni fa. E invece eccola lì, nel garage del vicino. Roba da non crederci. Come c’era finita?
Nel frattempo erano trascorsi parecchi minuti, e Marco non si era ancora fatto vedere. “Perché ci mette tutto questo tempo? Nemmeno a trovare un mazzo di chiavi in un buco di capanno è capace, ma che diamine.”
Luca allora uscì dal garage e girando sul davanti della casa si diresse verso il punto in cui avrebbe dovuto essere l’amico.
“Quasi quasi gli faccio uno scherzo a quel rimbambito,” pensò. Si avvicinò silenzioso alla piccola porta di legno. Era socchiusa, e da sotto filtrava la luce della torcia di Marco.
Luca aprì ed entrò di colpo, nel tentativo di spaventarlo.
Ma dentro non c’era nessuno.
La torcia era sul pavimento, e il fascio di luce puntava su un mazzo di chiavi a pochi centimetri di distanza, buttate lì per terra.
“Ma che razza di fifone. Non posso crederci, se l’è data a gambe!”
Luca ci rimase parecchio male. Per quanto strampalate fossero le sue idee, Marco non si era mai tirato indietro. Era la prima volta che l’amico lo abbandonava, e farlo così, nel bel mezzo di una situazione delicata come quella, Luca non se lo sarebbe mai aspettato. Eppure di Marco non c’era traccia, a parte la torcia abbandonata nel capanno.
Luca si chinò e raccolse il mazzo di chiavi. In mezzo ce n’era una di plastica, un cilindretto nero con dei fori sulla punta. “Deve essere la chiave dell’antifurto,” pensò.
“Gliela faccio vedere io a quel fifone di che pasta sono fatto. Mica ho bisogno di lui per entrare là dentro.”
Luca tornò al portone della villa, e senza perdere tempo infilò la chiave dell’antifurto. La lucina rossa si spense e al suo posto se ne accese una verde.
“È fatta!” pensò il ragazzo, che subito utilizzò le altre chiavi del mazzo per aprire le tre serrature meccaniche. Uno schiocco e il portone si aprì.
Luca puntò la torcia un po’ in tutte le direzioni, fendendo il buio come se stesse impugnando una spada di luce. Andò alla ricerca di un interruttore, ma poi pensò che accendendolo avrebbe potuto insospettire chi sapeva dell’assenza dei Franchistano. Persino sua madre, sapendo che i vicini erano partiti, se avesse visto le luci accese nella villa avrebbe potuto chiamare la polizia. Sarebbe stato il colmo. Meglio accontentarsi della torcia. E poi, adesso che gli occhi si stavano abituando all’oscurità, quel po’ di luce che entrava dalle finestre tutto sommato gli consentiva di orientarsi abbastanza bene, di distinguere i contorni dei mobili e delle cose.

Cosa accadrà a Luca adesso?

  • Andrà in cucina a farsi uno spuntino (17%)
    17
  • Incontrerà uno strano personaggio (67%)
    67
  • Inciamperà sul tappeto (17%)
    17
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71 Commenti

  1. Ciao Roberto, qui su the incipit il secondo e il terzo finale sono in parità da alcuni giorni. Sto aspettando che la situazione si sblocchi. Per l’eBook mi sono riservato la libertà di scegliere tra i due finali quello che preferivo.
    Comunque se entro stasera non cambia nulla, taglio la testa al toro e pubblico l’ultimo capitolo. Nel frattempo ho buttato giù anche un pezzo per l’altra alternativa.
    Avevo anche pensato di scrivere due finali alternativi, in fondo è una storia a bivi.
    Ciao!

  2. Quello che mi piace di questa storia è esattamente ciò che non piace ad Angela Caputo: quel misto di horror e grottesco, quella vena naïf che non mi è chiaro se è studiata o è spontanea.
    Purtroppo per te non mi sembra che ci siano molti estimatori di questo genere. Qui la sperimentazione non paga.

  3. Due episodi in una settimana, stavolta. Non posso bacchettarti, mi stai troppo simpatico. Poi questo episodio, in barba all’argomento e – forse – alla tua stessa volontà, è scanzonato, si legge facilmente, tutto d’un sorso. Solo, ingegnere, mi lasci dire: “su un piano” e non “su di …” che si usa solo con i pronomi personali.

    • Ciao Roberto,
      eh sì, due episodi non li avevo mai scritti in una settimana. Ricambio la simpatia, e aggiungo una grande stima. Purtroppo il ripasso di grammatica che ho fatto di recente ha colmato alcune lacune (soprattutto con gli accenti e gli apostrofi), ma ne ha lasciate aperte altre.
      Alle elementari, non so perché, mi ostinavo a scrivere “fù” anziché “fu”. Poi la maestra mi diede da riempire non so quante pagine di “fu” scritto correttamente. E Adesso chi si sbaglia più.
      Grazie della correzione, davvero. Mi sarà utile per questo racconto, e in futuro.

      Angelo

  4. Devo dire che con questa storia sono in difficoltà. E’ scritta bene, è scorrevole, è briosa, ma…niente da fare, il genere humor grottesco non è nelle mie corde. E’ come se non sapessi dove devo sorridere e dove infastidirmi o inquietarmi, col risultato che non riesco a smuovere proprio nessuna emozione. Non ci arrivo, e mi rendo conto che è un mio problema.

    • È un genere un po’ atipico, è vero. E poi di certo io non sono il massimo esponente 😉
      Quando inizio a scrivere un racconto non so mai bene cosa uscirà fuori, dipende da quello che mi gira per la testa in quel momento. Di recente la vena thriller è tornata a pulsare, vedremo quali tasti pigeranno i mie polpastrelli nei prossimi giorni…

      • Avevo detto ad Angela Caputo, quando ancora mi divertivo a giocare qui, che ritenevo il genere humor il più difficile da affrontare e, in quanto tale, che mi solleticava l’idea di mettermi alla prova con un racconto umoristico. Non dico di avere cambiato idea ma per ora ho bisogno di allontanarmi da questo sito prima di farmi odiare per i miei commenti tranchant. Anche perché mi reprimo spesso, sarei molto più pesante con molti, quelli che non ho mai iniziato a seguire o che, in silenzio, ho smesso di seguire.

  5. Avevo letto i primi cinque capitoli tutti insieme (votando il quinto) e solo ora mi avvedo che è uscito il sesto: interessante virata verso un grottesco gradevole.

    (Voto per andare a cercare Marco. Il neonato gigante, col pannolino e quei rotoli di ciccia, non può andar lontano).

  6. Rispondo qui al tuo commento sul mio racconto.
    Ti dirò: anche a me è capitato di non trovare più in elenco storie che seguivo o di scoprire che non avevo votato pur essendo convintissimo di averlo fatto. Ho sempre dato la colpa alla mia linea asdl e/o al Mac che ogni tanto ha un po’ di spocchia e si rifiuta di fare quello che dico io.
    Sei sempre molto gentile e i tuoi commenti sempre ben accetti. Mi piacerebbe qualche critica.

    • Ciao Roberto, grazie della correzione. Anche un altro lettore mi aveva segnalato questo errore (su twitter). Un buffo refuso, o forse un lapsus freudiano come diceva lui…

      Stavo pensando di istituire il premio “Trova un refuso e vinci un ebook”. I lettori che troveranno un refuso (o errore vero e proprio) riceveranno l’ebook di “Piede di porco” in formato mobi o epub.
      Che ne dici, può essere un’idea?

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