Piede di porco

Dove eravamo rimasti?

Marco e Luca provano ad entrare nella villa. (67%)

Un bel prato all’inglese“Allora? Te la senti di fare questo colpo?” domandò Luca, cercando di spronare Marco nel prendere una decisione.
In quel momento Marco si immaginò in sella a una Ducati rossa fiammante, la motocicletta che sognava da anni e che non era mai riuscito a comprarsi. E pensò che sarebbe bastato entrare in quella maledetta villa per trovare i soldi che gli servivano.
“E va bene, mi hai convinto. Ma che te lo dico a fare, tanto tu riesci a convincermi sempre,” disse Marco abbozzando un sorriso che mascherava solo in parte la preoccupazione.
Non era la prima volta che Luca, con il suo carattere dominante e la testardaggine di un mulo, riusciva a convincere Marco a fare bravate di cui poi si sarebbero pentiti entrambi. Quando frequentavano la quarta elementare, Luca era andato in fissa per i fuochi d’artificio, e si era messo in testa di fabbricarne uno per lanciarlo a capodanno. Armati di tutte le sostanze infiammabili che erano riusciti a trovare frugando negli armadietti del bagno e nei ripostigli delle rispettive case, si erano poi rifugiati nel garage del padre di Marco, dove avevano subito notato una tanica di benzina. D’altronde loro polvere pirica non ne avevano, e allora si arrangiarono come poterono, mescolando a casaccio. Manco a dirlo, dopo un po’ di esperimenti fatti utilizzando campioncini di profumo come contenitori, una fiammata fece prendere fuoco una cesta con dei vecchi giornali. Il fumo e le grida dei due bambini attirarono l’attenzione dei genitori di Marco che con una mano spensero il principio di incendio e con l’altra riempirono di botte il figlio. A Luca ci pensò suo padre, con i dovuti interessi.
Questa volta i ragazzi sapevano che se le cose fossero andate male non se la sarebbero cavata con una semplice punizione o una sculacciata. Il rischio era più alto, per il furto c’era la prigione.
Scesero dalla Golf e dopo aver chiuso le portiere si avvicinarono a passo svelto al cancello della villa. Sul citofono c’era scritto Adolfo Franchistano. Leggendo quel nome, Luca si ricordò di una vecchia conversazione tra sua madre e suo padre, una cosa di almeno cinque anni addietro. Erano a pranzo, e a un certo punto la donna rivolgendosi al marito aveva detto: “Ti ricordi Natalina, quella signora anziana tanto simpatica? L’ho incontrata ieri dal salumiere. Mi ha detto che Paola, la moglie di Egidio l’infermiere, le ha detto di aver saputo che il nostro vicino ha perso il posto di lavoro in ospedale perché è stato irradiato dall’album!”
“Si dice radiato, mamma. Radiato dall’albo,” Luca si ricordava di aver corretto la madre distogliendo per un istante lo sguardo dal suo piatto.
“Insomma, Natalina mi ha detto che è una cosa seria,” aveva ripreso la donna “Franchistano è un chirurgo famoso, tanto stimato, eppure adesso non può più operare!”
E infatti Luca si ricordava che un tempo accanto al citofono di Franchistano c’era anche la targa dorata con inciso “specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica”, ma poi era stata tolta e adesso al suo posto erano rimasti soltanto i buchi per le viti.
“Il grassone deve aver combinato qualcosa di molto grave,” pensò Luca a voce alta, “Quel vecchio bastardo è più ricco di prima, chissà cosa si è inventato.”
Marco non lo sentì nemmeno, tanta era la tensione che aveva in corpo.
A proteggere i confini della lussuosa abitazione c’era una inferriata nera con in cima degli spuntoni acuminati da far paura.
I due ragazzi raggiunsero un punto in cui, per via della strada in leggera salita, la recinzione era un poco più bassa. Poi coprirono gli spuntoni appoggiandoci sopra un vecchio giubbetto di jeans, e si arrampicarono. Un attimo dopo atterrarono tutti e due sul prato all’inglese che cresceva rigoglioso nel giardino della villa.
“Vedi che alla fine anche le ore di educazione fisica fatte a scuola a qualcosa servono?” disse Luca soddisfatto della sua prova di agilità.

Cosa accadrà nel giardino della villa?

  • Luca vuole a tutti i costi fare un tuffo in piscina. (33%)
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  • A Marco viene una colica intestinale e deve subito cercare un bagno. (33%)
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  • Marco e Luca vengono assaliti da un gatto completamente rasato e pieno di cicatrici su tutto il corpo. (33%)
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71 Commenti

  1. Ciao Roberto, qui su the incipit il secondo e il terzo finale sono in parità da alcuni giorni. Sto aspettando che la situazione si sblocchi. Per l’eBook mi sono riservato la libertà di scegliere tra i due finali quello che preferivo.
    Comunque se entro stasera non cambia nulla, taglio la testa al toro e pubblico l’ultimo capitolo. Nel frattempo ho buttato giù anche un pezzo per l’altra alternativa.
    Avevo anche pensato di scrivere due finali alternativi, in fondo è una storia a bivi.
    Ciao!

  2. Quello che mi piace di questa storia è esattamente ciò che non piace ad Angela Caputo: quel misto di horror e grottesco, quella vena naïf che non mi è chiaro se è studiata o è spontanea.
    Purtroppo per te non mi sembra che ci siano molti estimatori di questo genere. Qui la sperimentazione non paga.

  3. Due episodi in una settimana, stavolta. Non posso bacchettarti, mi stai troppo simpatico. Poi questo episodio, in barba all’argomento e – forse – alla tua stessa volontà, è scanzonato, si legge facilmente, tutto d’un sorso. Solo, ingegnere, mi lasci dire: “su un piano” e non “su di …” che si usa solo con i pronomi personali.

    • Ciao Roberto,
      eh sì, due episodi non li avevo mai scritti in una settimana. Ricambio la simpatia, e aggiungo una grande stima. Purtroppo il ripasso di grammatica che ho fatto di recente ha colmato alcune lacune (soprattutto con gli accenti e gli apostrofi), ma ne ha lasciate aperte altre.
      Alle elementari, non so perché, mi ostinavo a scrivere “fù” anziché “fu”. Poi la maestra mi diede da riempire non so quante pagine di “fu” scritto correttamente. E Adesso chi si sbaglia più.
      Grazie della correzione, davvero. Mi sarà utile per questo racconto, e in futuro.

      Angelo

  4. Devo dire che con questa storia sono in difficoltà. E’ scritta bene, è scorrevole, è briosa, ma…niente da fare, il genere humor grottesco non è nelle mie corde. E’ come se non sapessi dove devo sorridere e dove infastidirmi o inquietarmi, col risultato che non riesco a smuovere proprio nessuna emozione. Non ci arrivo, e mi rendo conto che è un mio problema.

    • È un genere un po’ atipico, è vero. E poi di certo io non sono il massimo esponente 😉
      Quando inizio a scrivere un racconto non so mai bene cosa uscirà fuori, dipende da quello che mi gira per la testa in quel momento. Di recente la vena thriller è tornata a pulsare, vedremo quali tasti pigeranno i mie polpastrelli nei prossimi giorni…

      • Avevo detto ad Angela Caputo, quando ancora mi divertivo a giocare qui, che ritenevo il genere humor il più difficile da affrontare e, in quanto tale, che mi solleticava l’idea di mettermi alla prova con un racconto umoristico. Non dico di avere cambiato idea ma per ora ho bisogno di allontanarmi da questo sito prima di farmi odiare per i miei commenti tranchant. Anche perché mi reprimo spesso, sarei molto più pesante con molti, quelli che non ho mai iniziato a seguire o che, in silenzio, ho smesso di seguire.

  5. Avevo letto i primi cinque capitoli tutti insieme (votando il quinto) e solo ora mi avvedo che è uscito il sesto: interessante virata verso un grottesco gradevole.

    (Voto per andare a cercare Marco. Il neonato gigante, col pannolino e quei rotoli di ciccia, non può andar lontano).

  6. Rispondo qui al tuo commento sul mio racconto.
    Ti dirò: anche a me è capitato di non trovare più in elenco storie che seguivo o di scoprire che non avevo votato pur essendo convintissimo di averlo fatto. Ho sempre dato la colpa alla mia linea asdl e/o al Mac che ogni tanto ha un po’ di spocchia e si rifiuta di fare quello che dico io.
    Sei sempre molto gentile e i tuoi commenti sempre ben accetti. Mi piacerebbe qualche critica.

    • Ciao Roberto, grazie della correzione. Anche un altro lettore mi aveva segnalato questo errore (su twitter). Un buffo refuso, o forse un lapsus freudiano come diceva lui…

      Stavo pensando di istituire il premio “Trova un refuso e vinci un ebook”. I lettori che troveranno un refuso (o errore vero e proprio) riceveranno l’ebook di “Piede di porco” in formato mobi o epub.
      Che ne dici, può essere un’idea?