Osi e la piuma d’Argento

Il recinto dietro la Casa<>

Di primo mattino, dopo la sveglia e la doccia gelata, ci fanno allineare nel cortile. Siamo tutti infreddoliti dato che abbiamo indosso soltanto una tunica di sacco e fuori la Casa è sempre inverno. La Matrona passa in rassegna tutti noi e percorre la linea immaginaria che unisce i nostri piedi con pazienza, osservandoci con cipiglio materno e sorriso bugiardo. Gli occhiali appannati dal suo respiro, le conferiscono un aspetto strano e la stazza grossa la avvicina ad un grosso bufalo peloso. L’odore che emana la sua pelle è inconfondibile, odore di cloroformio, quello che usano per curarci. E a ogni passo, il cuore di ognuno di noi sussulta tremante. La Matrona è la padrona della Casa ed è spietata con chi non osserva le sue regole.
Ognuno di noi ha un compito che deve eseguire ogni giorno. Il mio è quello di dare da mangiare ai maiali. Dietro la Casa c’è una piccola costruzione in pietra e un recinto dove, tra fango ed escrementi, sguazzano quei dispettosi suini.

Mamma mi raccontava favole. Una in particolare mi affascinava. C’era una bambina piccola come uno spillo che parlava con gli animali della foresta. Tra i suoi compagni più fedeli c’erano un maiale, un’oca e un cigno. Il maiale era il più saggio di tutti. Una volta, avevo visto ritratto in una vecchia rivista un bel maialino rosa e paffuto, lucido e tondo come una di quelle caramelle dolci e morbide che si sciolgono in bocca.

I maiali dietro la Casa sono diversi da come me li ero figurati. Sono grossi e puzzolenti. Non sono affatto rosa ma scuri e pelosi. Con zanne affilate. E perennemente affamati.
Dopo il controllo mattutino, ognuno si avvia a svolgere il proprio compito. Mi avvio verso le cucine della Casa, poste nella porzione più profonda dell’edificio. La vecchia cuoca mi attende, come ogni giorno, impaziente. Tossendo ricurva, mi indica un angolo dove, riversi, sono ammucchiati quattro grosse sacche.
– Sei qui – mi rimbrotta, torva.
– Sbrigati! –
Sembro un soldato, pronta a scattare contro l’odiosa cuoca, trattengo il respiro e afferro le borse di cotone grezzo con il cibo. Non ho mai chiesto cosa mangiassero quelle bestie disgustose, mi basta sapere che i sacchi sono più grossi di me e che ogni mattina faccio una fatica enorme per trascinarli su per le scale della cucina al corridoio centrale, verso la porta secondaria della Casa che si affaccia direttamente sul retro. Eccola, di fronte a me, torreggia la costruzione in pietra, la dimora di quei mostri. Sono costretta a fermarmi per riprendere fiato. Odio avere la fronte inzuppata di sudore che poi diventa ghiaccio con questo freddo. Sento il fetore disgustoso, come un colpo allo stomaco. E quei grugniti sinistri. La paura, come ogni mattina, torna ad impossessarsi di me ma non ho altra scelta. Chi non esegue il proprio compito, subisce la punizione che arriva puntuale e senza sconti. “Forza Osi, – mi dico – , devi solo arrivare al recinto, aprire i sacchi e riversare all’interno la pappa a quei bestioni”. Sembra che il coraggio sia ritornato quando sento della urla sinistre provenire dalla Casa. Dalla cucina per la precisione.

La scelta di Osi

  • Lascerà i sacchi e correrà a chiamare la Matrona per avvertirla delle urla. (10%)
    10
  • Tornerà indietro, verso la cucina, dalla quale provengono le urla. (80%)
    80
  • Andrà avanti portando a compimento la sua mansione quotidiana, ignorando le urla. (10%)
    10
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88 Commenti

  1. Uhm secondo me Osi non vuole lasciare gli altri bambini.. quindi o dormitorio o recinto dei maiali.. però secondo me potrebbe desiderare di salvare il bambino morto, quindi ho votato per farla tornare al recinto dei maiali.. Magari la piuma non può portare indietro nel tempo, ma chi lo sa!

  2. Devo ammettere che le prime due opzioni mi tentavano in egual misura. Basandomi sul personaggio posso dire che sono i posti dove vorrebbe essere, uno per il desiderio di tornare alla normalità, l’altra perché non si sente in grado di abbandonare i bambini della Casa al loro destino.
    Dopo un ragionamento credo che sceglierò la prima. In fondo è pur sempre una bambina, anche se coraggiosa. E comunque la Casa potrebbe anche apparire in altre occasioni.
    Mi piace molto il tuo stile, semplice ma efficace. 🙂

  3. Woah, ma sono il primo?
    Bene bene, allora me ne approfitto per darti il benvenuto sul sito, e già che ci sono anche per dirti che hai fatto proprio un bell’esordio.
    Ho votato per farla tornare indietro (più per mia curiosità che per sua sicurezza, a dire il vero) : sono convinto che quello che potrebbe trovarsi davanti sarà bene ineressante.

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