A blues for the Red Sun

Dove eravamo rimasti?

In che modo Kyuss ha avuto a che fare in passato con il Sole Rosso? Si è opposto al Sole Rosso a causa della donna che amava (67%)

Morte al Sesto

L’ascensore spalancò la bocca per lasciar entrare il nostro veicolo, un’umilissima Schmeikel nera, la tipica vettura di ordinanza per chi come noi, contava meno di zero. C’era una teoria secondo la quale il dipartimento aveva appositamente scelto auto scomode e riconoscibili da miglia di distanza per renderci la vita impossibile e farci sudare quell’insulsa paga. Barret non perse l’occasione di ribadire questa storia, ma ormai lo faceva ogni volta che uno dei due impugnava la chiave dalla scrivania.
Il meccanismo elettromagnetico impiegò circa sei secondi per portaci su di sei livelli, il tutto in modo assolutamente silenzioso, esattamente come i controlli all’uscita, non una parola: lo scanning fu talmente rapido che nessuno ebbe bisogno di fare domande, ed in pochi istanti fummo liberi di circolare per le strade del sesto livello. Da qui a salire, tutto era bello e pulito, tutto sembrava funzionare, il cielo era riprodotto in maniera esemplare, una serie di congegni fluttuanti inviava le immagini tridimensionali che riproducevano nuvole, sole e a volte anche uccelli svolazzanti. Tutto era una brutta copia abbastanza triste della realtà, ma dovevi essere un reietto dei livelli bassi per rendertene conto. 
– Coverdale s’è sistemato proprio bene quassù, gente che ti porta via la pattumiera, che ti cambia il piatto sporco e ti rifà il letto –
– …rifare il letto? – sganciai un attimo lo sguardo dalla strada per lanciare un’occhiata al mio collega – è davvero il primo pensiero che ti viene in mente? -.
L’esasperata invidia di Barret suonava davvero male al mio fianco, iniziava ad essere fastidioso come una zanzara estiva, una di quelle che potrebbe tranquillamente lasciarti dormire pungendoti ovunque, ma no, non lei! Lei deve infastidirti cercando il tuo orecchio. 
Per fortuna il luogo dei rilevamenti era abbastanza vicino alla nostra posizione e la conversazione venne rapidamente tumulata. Al nostro arrivo trovammo sul posto la solita folla di curiosi, diverse ambulanze e gli uomini di Coverdale intenti a tenere lontano gli estranei per evitare che potessero inquinare la scena. Prendemmo rapidamente la valigia con il kit per i rilevamenti e una volta indossati i guanti in lattice, potemmo raggiungere il nostro collega.
– Henry, cos’abbiamo? –
– Maschio, cinquantatre anni, un taglio netto dalla nuca alla gola, un po’ cruenta come esecuzione -.
Coverdale e Barret non si scambiarono neanche un’occhiata, c’erano degli attriti vecchi tra i due, mentre uno li aveva apparentemente superati, il mio compagno di squadra faceva fatica a metterci una pietra sopra.
Guardai il cadavere riverso sul tappeto dell’ingresso, indossava una vestaglia di lino rosso scuro, ed a tratti le chiazze di sangue sembravano aver appesantito la trama in un disegno astrattista di sicuro successo.
Il corpo a faccia in giù aveva le gambe divaricate, le braccia allungate ai lati della testa e le pantofole comode ancora ai piedi, entrambe… cosa che già mi suonava strana. Preferii non dire niente e passare oltre, esaminando la testa brizzolata della vittima. Un taglio circolare passava dalla nuca al pomo d’Adamo, o almeno così sembrava.
– Sappiamo chi è la vittima? – chiesi a chi era lì da prima di noi
– Il nome della vittima è Stewart Renfield, un ex ristoratore proprietario di una rinomata catena di fast food dal decimo al settimo, direi più che benestante –
– Perchè ex? – la domanda mi venne automatica,
– Ha dato in gestione l’attività al figlio della sua attuale compagna che al momento risulta irreperibile –
– Il figlio o la compagna? –
– Tutti e due, non abbiamo avuto il tempo di controllare ancora-.
Iniziava a crescere un fastidioso mal di testa ed una voglia di aspirina dentro me, anche se sapevo bene che avrei avuto bisogno di qualcosa di più forte entro la sera stessa, non era il mio sistema nervoso a richiederlo. 
Mi guardai intorno, l’appartamento era molto ben curato, pulito ed in ordine, nulla fuori posto, anche se ovviamente a questi livelli era tutto normale. Tornai ad osservare il corpo della vittima cercando di immaginare come fosse arrivata in quella posizione, poi esortai i miei colleghi
– Avanti, registriamo e andiamo avanti -.
Dopo aver preso tutti i rilievi del caso, iniziammo a ruotare il corpo per poterlo osservare da davanti, la scena era abbastanza raccapricciante.
– Il soggetto presenta altri due profondi tagli ai lati dell’addome, sembrano estremamente precisi, forse è stato utilizzato un bisturi chirurgico, o comunque qualcosa di molto preciso – Coverdale era solito registrare la propria voce durante i rilievi – Stessa cosa per la gola, un foro piuttosto ampio è stato praticato dalla nuca, direi circa cinque centimetri…-
Mi avvicinai estraendo una penna dal taschino, quindi dopo essermi inginocchiato vicino al volto del cadavere guardai in bocca.
– E’ stata recisa la lingua, un taglio netto…- commentai, poi qualcosa tra i molari inferiori attirò la mia attenzione – aspetta Coverdale, qui c’è qualcosa… –

Cosa trova Kyuss tra i denti della vittima?

  • Un frammento di un materiale indefinibile, proveniente forse da qualcosa di più grande. (50%)
    50
  • Una striscia di carta arrotolata con su scritto qualcosa. (0%)
    0
  • Evidenti resti di una capsula non disciolta del tutto, contenente qualche sostanza sconosciuta. (50%)
    50

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30 Commenti

  1. Ciao Tgpits, non so quanti dei tuoi vecchi lettori sono ancora vivi. Io nel 2013 non sapevo nemmeno dell’esistenza di theincipit. Certo un ritmo così, ehm, comodo rischia di scoraggiarli i lettori. Io però sono uno che non si scoraggia facilmente e ho deciso di leggerti e di provare a seguirti. Solo promettimi di provare ad accelerare un po’ (un ritmo giusto, a mio parere, è un episodio ogni 7/10 giorni).
    In merito al racconto ti dico subito che è scritto bene (il che vuol dire che si può fare meglio).
    Lavorare in riduzione aiuterebbe tanto a mio modo di vedere. Trovo che lo stile e la scelta della narrazione in prima siano funzionali all’atmosfera hard-boiled del 3000 che ti eri ripromesso, presumo, di creare.
    Per mio gusto personale non amo molto l’andare oltre la quarta, nemmeno quando il genere lo giustifica.
    Ma è più un problema mio.
    Più che Asimov a me è venuto da pensare a un mix Willeford/Dick.
    Però la penna nel taschino nel 3000 anche no, dai…
    Non so se hai letto qualcosa sul sito di recente, però quello davvero bravo nel genere qui su theincipit è un certo Jaw.
    Non ha racconti in corso al momento ma recuperare qualcosa di suo e, magari approfittarne per elemosinargli un parere, non sarebbe una cattiva idea.
    Io scrivo gialli e ho un racconto in corso.
    Se ti va di passare sei il benvenuto.

  2. Il suicidio mi pare apra più strade: se indotto è al limite dell’omicidio… Voto suicidio e lascio a Tgpins l’onere di tenerci ancora sul filo del rasoio…

    Molto cinematografico, scorrevole e divertente da leggere. Fra poco (ma non necessariamente alla prossima puntata) mi aspetterei una descrizione degli ambienti e del protagonista. Io un’idea me la sono fatta… chissà se è la stessa dell’autore

  3. Bella sequenza atemporale. Sembra di vedere un film. A pelle il protagonista risulta simpatico, umanamente fragile nella suac onfusione, eppure con venature che già rivelano una natura forte e combattiva.
    Sempre più interessante.

  4. Scorrevole, semplice eppure complicato, stile intrigante e pungente.
    Chi è Kyuss?
    Esiste realmente?
    L’anima, il corpo, i contorni del personaggio misterioso sono tracciati dall’ effetto della droga ed alcol o è reale come la puzza ed il dolore, la disperazione del protagonista?
    Curiosità canaglia!

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