L’ultima ora

E’ cominciataEra giunta! Era l’ultima ora: i sessanta minuti finali prima del Sacro Reset.
Col fragore dell’eruzione di mille vulcani, le campane suonarono a festa, annunciando l’avvento del Grande Calcolatore: ancora tremilaseicento secondi e tutto sarebbe terminato, per poi ricominciare da capo.
alimentare/Jonah osservò solenne il calare dell’ultimo Sole: all’alba, l’indomani, il mondo sarebbe stato libero, assolto dall’oppressione della Storia e della Memoria, i demoniaci mali della società.
Nessuno si sarebbe più ricordato niente di quello che stava per accadere, né di alcun che fosse accaduto negli ultimi dieci anni: il Grande Calcolatore avrebbe pensato a tutto, assegnando ciascuno alla propria Nuova Vita.
Un brivido attraversò alimentare/Jonah nel profondo: la liberazione dalla memoria lo elettrizzava e lo atterriva al tempo stesso. Per motivi oscuri e incomprensibili, il conforto della privazione era sopraffatto da un senso d’ingiustizia e di torto subito.
“E’ il Demonio.”
la voce del Preconcetto gli echeggiava nella testa
“I ricordi non portano a niente di buono. I ricordi rendono l’uomo inefficiente e incapace di raggiungere l’Estasi.”
«La gioia che deriva dall’adempiere ai suoi doveri verso la Società, il piacere di servire il Sistema.» terminò sottovoce, senza quasi accorgersene.
Ripensò alle ore di Penitenza passate con comunicazioni/Zara a discorrere dell’Estasi: presto avrebbe dimenticato anche quei momenti.
Avrebbe dimenticato quella strana euforia che provava in sua presenza: era una sensazione incomprensibile, qualcosa di sbagliato, di primordiale, di animale.
Ricordò con amarezza il giorno in cui le aveva confidato di quelle strane percezioni.
“Forse dovremmo smettere di vederci.” aveva sentenziato lei, scura in volto. “Qualunque cosa tu senta è sbagliata, innaturale e devi sbarazzartene o finirà per avvelenarti l’animo e renderti inutile.”
Lui l’aveva tranquillizzata, promettendole che avrebbe eliminato ogni malevola pulsione dalla sua mente, ma dentro di sé sentiva che niente era cambiato e che anzi, ciò che provava si era fatto più forte e irresistibile.
Scrollò la testa cercando di liberarsi da quei pensieri. Ricordi! Ancora maledetti ricordi che lo tormentavano, ma non doveva preoccuparsi: presto sarebbe stato un uomo nuovo, libero dalla prigione della Memoria.
Con un gesto meccanico si portò il polso al volto per controllare l’ora: aveva ancora cinquantanove minuti a disposizione e voleva sfruttarne ogni secondo.
Si fiondò all’olotelefono e si mise in contatto con alimentare/Halo, il compagno di ufficio nel settore della produzione delle pillole nutritive.
«E’ cominciata.» esordì «Come vogliamo passare l’ultima ora di questa vita?»

alimentare/Halo chiuse la chiamata contrariato: Jonah sembrava impaziente e nemmeno il peggiore degli ologrammi avrebbe potuto dissimulare quella strana scintilla che aveva visto nei suoi occhi.
Non ci voleva un genio per capirne il motivo: il collega gli aveva confidato di avere un’ossessione per comunicazioni/Zara, del fatto che fantasticava di sfiorarle la pelle, di annusare l’odore dei suoi capelli e di come quei sogni ad occhi aperti gli procurassero insolite reazioni fisiche. Doveva andare con lui, per assicurarsi che non commettesse un irrimediabile errore.
Era sulla soglia, pronto ad uscire, quando si rese conto che non sarebbe più tornato in quella stanza e che c’era un’ultima cosa da fare.
Si accovacciò al livello del battiscopa e sfilò l’asse di legno, svelando il nascondiglio segreto nel quale conservava un barattolo e un pacchetto formato da delle salviette igieniche arrotolate intorno ad un sasso leggermente appuntito: una sorta di rudimentale diario che aveva portato avanti negli ultimi anni. Il suo piccolo atto di ribellione verso il Sistema.
Era ormai giunto il momento di scrivere la parola fine: scorse velocemente le pagine fino all’ultima, afferrò il sasso affilato, lo intinse nel barattolo e lo portò alla carta, dove iniziò a tracciare le prime lettere.

Perché Halo tiene un diario?

  • Per sfogarsi e scrivere cose che non potrebbe dire ad alta voce senza rischiare l'eliminazione. (0%)
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  • Come puro gesto di ribellione verso il sistema. (0%)
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  • Per comunicare col futuro se stesso, una volta che il Sacro Reset avrà cancellato i suoi ricordi. (100%)
    100
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23 Commenti

  1. mi piace tantissimo il soggetto di questa storia, geniale! ti seguo sicuramente 🙂
    ho votato per Halo che vuole comunicare con la sua identità futura: annuso problemi all’orizzonte, ma è la via che mi intriga di più