[Ep. 11] Davide

Episodio 11. ( [prevEp] – [nextEp] )
viaggio dentro una storia the incipit giovanni venturi chiara effe

È possibile ricordare tutte le cose quando queste ci lasciano una sensazione addosso, dentro l’anima, che sa di buono, che sa di bello, pensa Daniele. Come quando mia madre la sera mi veniva a rimboccare le coperte – e io ero ancora lì sveglio che la osservavo – quando mi carezzava e poi faceva la stessa cosa con mio fratello Davide.
Suo fratello Davide, la persona più speciale del mondo, di tutti i mondi in cui potrebbe essere Daniele in quel momento.
È ancora nella stanza e cerca di capire a quando risale quel ricordo.
Perché è un ricordo, giusto? si chiede.
La stanza è meno calda di prima; osserva la finestra e il passerotto di prima non c’è più, così prova ad andare avanti, verso la porta, poi, dopo un attimo, risente il cinguettio di prima, così torna indietro.
Si siede sul letto e il passerotto spicca il volo verso di lui, zampetta verso la sua mano, lo osserva, si osservano a vicenda, e continua a cinguettare.
Il ragazzo prova a carezzarlo e, stranamente, il passerotto resta lì accanto a lui, non scappa.
Una piccola lacrima gli ricade lungo la guancia e ricorda di quella volta che con suo fratello avevano salvato proprio un passerotto dalla strada, ma poi non era andata come doveva.
«Davi, guarda, ha chiuso gli occhietti… Davi, che succede?»
«Daniele, credo stia morendo» gli disse suo fratello osservandolo. «Guarda com’è gonfio…»
«Non è possibile. Lo abbiamo salvato, non ti pare? Gli abbiamo curato la zampetta, no? Lo hai fatto tu.»
«Daniele, ma era messo molto male. Te l’avevo detto di lasciarlo stare.»
Il passerotto riaprì gli occhi, iniziò a cinguettare, poi pian piano la sua vocetta si spense.
Davide osservò suo fratello piccolo. Aveva sei anni e le lacrime gli cadevano in silenzio, senza smettere di volgere lo sguardo all’uccellino.
Daniele provò ad allungare le dita verso l’animaletto, ma pian piano le ritrasse, osservò suo fratello, poi si fece coraggio e lo carezzò, ma il passerotto non diede più segno di vita, non reagì.
«Eri vivo…» riuscì appena a dire.
Davide afferrò Daniele e lo strinse forte a sé. A sedici anni vedere tuo fratello piccolo piangere ti fa sempre effetto. Percepisci tutta la sua sensibilità, la sua impotenza davanti ai fatti della vita, davanti alla natura che fa il suo corso incurante delle emozioni.
Daniele ricambiò l’abbraccio di suo fratello. Si strinse a lui come un granchio che soffocava la sua preda con le chele e si liberò in un pianto rumoroso, singhiozzò mentre Davide gli carezzava i capelli.
«Forza, Daniele, dai, non fare così.»
Ora è tutto chiaro.
Daniele ritorna dai suoi pensieri, si alza dal letto – il passerotto lo segue con piccoli movimenti delle ali, con le zampette che corrono – e apre la porta, la attraversa e l’uccellino continua a seguirlo.
Non c’è nessuno. Eppure la voce che l’aveva chiamato era ancora lì nella sua testa.
«Davide? Sei tu, vero?»

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Cosa accade?

  • Il passerotto richiama la sua attenzione (33%)
    33
  • Daniele cerca sua madre per casa (0%)
    0
  • Daniele incontra suo fratello Davide (67%)
    67
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