la fortuna di evangeline the incipit giulia ferrara

[Ep. 4] In catene e con la promessa di un cappio al collo, dice il Pirata Roberts

Episodio 4. ( [prevEp] – [nextEp] )
la fortuna di evangeline the incipit giulia ferrara

Lasciamoli correre i nostri eroi e concentriamoci su quanto si sono lasciati alle spalle, in locanda.
Sal e l’omone, dicevamo. Sal senza un occhio, una mano e un piede. Sal cui Mosca ha appena rivelato chissà cosa, nell’intimità delle cucine, e che ora sta porgendo la mano al suo compare per aiutarlo a rialzarsi dopo avergli assestato un sonoro schiaffone al fine di “incoraggiarlo” a riprendersi. Sul viso dell’oste, neanche a dirlo, spicca un sorriso sghembo.
«È tornato.»
«Già…»
L’uomo, che si chiama Roberts, lotta per reggersi sulle gambe. Raggiunge a stento uno sgabello. Si siede. Mugugna. «Tutto, mi ha rubato tutto. Quel cane. Ma la pagherà.»
«S’è trovato moglie, coi tuoi soldi» Sal rincara la dose, come se non bastasse.
«Non preoccuparti, Guercio. Fino all’ultimo doblone gli farò vomit…» e a proposito di vomitare, ecco riversarsi sul pavimento della locanda un paio di porzioni di stufato, cinque o sei tozzi di pane, un polletto ruspante e una quantità inimmaginabile di rum.
Il Pirata Roberts tossisce un po’, sputacchiando a destra e a manca gli ultimi rimasugli della cena, quindi riprende esattamente da dove era rimasto: «… are. Cane.» Con tanto di ruttino a suggellare la promessa di vendetta. «Portami da bere. Del vino, stavolta.»
«Subito»
«Che voleva?»
Sal non risponde. Si prende del tempo, mentre versa del vino palesemente annacquato in una brocca e, preso un bicchiere, torna verso l’omaccione.
«Vedere il Governatore» risponde infine, occhi (anzi, occhio) su Roberts. «Ma non chiedermi che gli serve perché non me l’ha detto.»
Dal canto suo, il pirata scuote il capo, tutt’a un tratto meditabondo. «Mi ha rubato la ciurma, tu lo sai. Mi ha rubato il tesoro, quel maledetto bastardo.» Non si sta lamentando: ha i denti digrignati, lo sguardo cupo, basso, la voce soffocata in un ringhio. «Il minimo che posso fare per ringraziarlo è aiutarlo a raggiungere il Governatore…»
«Cosa? Perché?»
«Perché» continua Roberts di fronte ad un oste attonito «ce lo voglio portare alle mie condizioni. Possibilmente in catene e con la promessa di un cappio al collo.» Un sogghigno. E sogghigna anche Sal che, nonostante sia lento di comprendonio, inizia a capire.
«In cambio di una bella lettera di corsa, consegnerò al Governatore il noto e temibile pirata Giacomino Moscardelli. Ma per farlo, caro il mio Guercio, ho bisogno di un’esca per attirarlo in trappola…» un’occhiata eloquente a Sal, che ancora lo osserva con espressione tanto rapita quanto vuota.
«Un’esca bionda…» Roberts inarca le sopracciglia, allusivo.
Sal storce la bocca.
«In gonnella…»
Sal fa spallucce.
Il Pirata Roberts alza gli occhi al cielo. «Quella con le poppe!»
E Sal s’illumina. «La ragazza!» esclama schioccando le dita della destra.
«Sì» conferma Roberts con aria sognante. «La ragazza…»

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