[Ep. 18] Campi di conversione

Episodio 18. ( [prevEp] – [nextEp] )
ritorni the incipit vincenzo costanza

“Sapete cosa vi dico? Che mi avete rotto le scatole entrambi, oltre ad avermi rovinato la cena. Andate via, non ho bisogno di nessuno di voi due. Sembrate solo dei patetici carri di Viareggio.”
Lucifero e Gabriele si lanciarono uno sguardo interrogativo, fecero spallucce e… puff!, svanirono rispettivamente in una nube di zolfo e borotalco lasciando Lazzaro da solo con i suoi pensieri.
Il corteggiamento appena ricevuto dalle forze del male e del bene diede lo scossone definitivo al già compromesso equilibrio mentale del papa nero facendolo precipitare nell’abisso.
Non ho bisogno di nessuno, pensò in preda a un delirio di onnipotenza, presto governerò su questo e sull’altro mondo, sarò l’unico e il solo Re dell’Universo.
“Nedo, Nedo!” urlò, dunque, dirigendosi a lunghe falcate presso la sala del trono.
“Eccomi, Santità!” esclamò ansimante il primo dei ritornanti presentandosi poco dopo al suo cospetto.
“Senti, mio prode generale, la conquista del Vaticano è stata una fulgida impresa ma, giunti a questo punto, credo che sia doveroso fare un salto di qualità.”
“In che senso?” chiese Nedo inarcando il sopracciglio sinistro.
“Ragiona: ti sarai reso conto anche tu che la nostra forza non è arginabile, in nessun modo. Perché mai, dunque, dovremmo accontentarci del Vaticano quando potremmo regnare su tutta l’Italia… e magari sull’Europa… e, perché no?, sul mondo intero?” Per non parlare dell’aldilà, pensò Lazzaro con avidità, ma affrontiamo una cosa per volta.
“Ma… ma… i vivi…”
“Bravo Nedo, hai colto nel segno: i vivi! Sono loro il vero problema. Prova a pensare a un mondo fatto interamente di ritornanti, di essere invincibili e immortali.”
“Beh, in effetti sarebbe fantastico… ma…”
“Giusto, dobbiamo eliminare questo ma” sibilò Lazzaro con un luccichio malvagio negli occhi. “E per farlo non abbiamo altra scelta che eliminare i vivi… tutti i vivi.”
“Ma, Santità, è sicuro di quello che sta dicendo? Anche donne, bambini… Sarebbe un genocidio…”
“Nedo, mi fai sorgere forti dubbi sulla tua affidabilità. Di quale genocidio vai parlando? I vivi non sono come noi, ne convieni? Sono deboli, sono, come dire… inferiori. Se potessi mandarli altrove, che so, su Marte, lo farei, credimi. Ma sarebbe, in ogni caso, un’operazione troppo lunga e costosa. E, poi, è per il loro bene: non facciamo altro che farli passare a miglior vita, quale la mia e la tua.”
“Chiedo scusa per la mia stupidità” si affrettò a dire Nedo con la fronte imperlata di sudore.
Quanto è precaria la gloria, considerò tra se e se, basta una parola sbagliata per finire nella polvere.
“Quali sono gli ordini?” chiese con un profondo inchino.
“Per prima cosa dobbiamo lanciare una mobilitazione mondiale di tutti i ritornanti. Una volta organizzati in un’efficace e affidabile catena di comando potremo dare il via al secondo passo, che sarà quello di costruire una fitta rete di campi di… vediamo, di campi di…”
“Concentramento?” suggerì Nedo d’istinto mordendosi la lingua.
“Ma no, che parola odiosa… chiamiamoli Campi di Conversione. Terzo e ultimo passo, ovviamente, è la conversione vera e propria da vivi a ritornanti. Lascio a te la scelta di un metodo rapido ed economico per convertire il maggior numero di vivi nel minor tempo possibile. È tutto chiaro?”
“Chiarissimo. Eseguo immediatamente, Santità.”
Il generale Nedo scattò sull’attenti battendo i tacchi, ruotò su se stesso e filò via a ordire le diaboliche trame del suo signore.

Gabriele intanto, in ansia per la brutta piega che stavano prendendo gli eventi, si rigirava incessantemente i biondi riccioli tra le dita.
L’ultima speranza è il concorso di idee per la risoluzione dei problemi di spazio, pensò cercando di infondersi coraggio, e, per fortuna, non mancano che pochi giorni all’apertura delle buste. Sempre ammesso che ci sia una soluzione…

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Cosa succede ora?

  • Gabriele propone una tregua a Lucifero (0%)
  • Nedo si ribella a Lazzaro II (80%)
  • I vivi minacciano una guerra termonucleare (20%)
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