[Ep. 16] Flagellum Dei

Episodio 16. ( [prevEp] – [nextEp] )
ritorni the incipit vincenzo costanza

L’incontro avvenne all’alba nei pressi di Tragliatelle, a pochi chilometri di distanza dal lago di Bracciano. Le forze in campo si equivalevano, entrambi gli eserciti potevano contare all’incirca su duemila uomini. I due schieramenti si arrestarono a poche decine di metri l’uno dall’altro e così restarono per lungo tempo senza che nessuno si decidesse a compiere la prima mossa.

“Beh, che si fa ora? Si attacca?” chiese Benedetto XVII. “È quasi ora di pranzo…”
“Credo che sarebbe opportuno tentare in extremis la carta della diplomazia. Non si sa mai…” propose il Segretario con scarsa convinzione.
“Lei dice?”
“Chi lo sa, potrebbe ripetersi il miracolo compiuto da Leone I quando riuscì a fermare Attila.”
“Ma certo, hai ragione. Con il mio carisma farò calare la tonaca dalla paura a quel rozzo pretonzolo di campagna. Alziamo bandiera bianca e chiediamo un colloquio.”

“Che fanno, si arrendono?” esclamò stupito Lazzaro II sul fronte opposto.
“No, credo che vogliano trattare” rispose Nedo. “Guardi Santità, una rappresentanza sta avanzando verso di noi.”
“E va bene, andiamo a sentire cosa hanno da dire.”

Dopo pochi minuti Lazzaro II, Nedo e due ritornanti armati fino ai denti si trovarono faccia a faccia con Benedetto XVII, il cardinal Farina e due armigeri svizzero-romani.
Passati che furono alcuni istanti di gelido silenzio Lazzaro II sbottò: “Ebbene, dove sono le vostre implorazioni di pietà? Le vostre richieste di clemenza?”
“Pietà? Figliolo, ma cosa dici? Io sono qui per riaccoglierti, o mia povera pecorella smarrita, in seno alla Chiesa. Ma solo se abbandoni immediatamente i tuoi folli propositi e ti penti sinceramente delle tue orribili azioni” disse Benedetto XVII suadente.
“Cosa? Davvero… tu… tu… io…” balbettò Lazzaro II in apparente stato confusionale.
“Stai tranquillo figliolo, vieni qui tra le mie braccia e lascia che rabbia e rancore abbandonino il tuo cuor…”
“Ma… ma… tu sei pazzo! Sveglia! Chi ti credi di essere Leone Magno? Guarda che se tu sei Leone, allora so’ io che te magno. Hai capito? Altro che Attila, io sono il vero e solo flagello di Dio!”
“Tu osi?”
“Io oso!”
“Allora non abbiamo più niente da dirci, le armi decideranno i nostri destini.”
“E così sia.”

Pochi minuti dopo il rientro delle delegazioni nei rispettivi schieramenti lo scontro epocale ebbe inizio.
Nonostante l’inettitudine tattica di Nedo, fin dalle prime scaramucce l’esito apparve scontato. Infatti i caduti tra le fila dell’esercito di Benedetto XVII non appena tornavano in vita passavano immediatamente sotto la bandiera di Lazzaro II.
Per farla breve, prima del tramonto l’esercito del Papa bianco era dissolto mentre quello del Papa nero poteva contare su circa quattromila uomini.

“Arrestate quel pagliaccio e il suo maggiordomo” ordinò Lazzaro II. “E ora andiamo a prendere possesso del nostro nuovo regno. A Roma!”

Lucifero, nel frattempo, osservava estasiato le immagini che provenivano dallo schermo piatto incastonato nella superficie gelata del lago Cocito, fregandosi le mani un po’ per la contentezza un po’ per il freddo.
“Ottimo,” disse tra sé e sé “mi piace questo Lazzaro II, è un vero diavolaccio. Potrebbe essere l’alleato ideale per mandare in pensione il vecchiaccio.”

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Cosa succede ora?

  • L’arcangelo Gabriele si manifesta a Lazzaro II (33%)
  • Il presidente del Consiglio chiede udienza a Lazzaro II (0%)
  • Lucifero propone un’alleanza a Lazzaro II (67%)
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