Episodio 3. ( [prevEp] – [nextEp] )
![[Quel bluesman che era libero come il vento] Ce l’aveva nel sangue il blues Robert, detto “Free Bob”. Chi era realmente? (disegno: Giuseppe Boi) bluesman free bob the incipit giuseppe boi roberta carta](http://www.theincipit.com/wp-content/uploads/2012/05/giuseppe-boi-1020x300.jpg)
Fu davvero singolare. Avete mai viaggiato con lo spirito al punto tale da staccarvi totalmente dalla materia? Chiedersi: è reale? e rispondersi: che importa. Che ci crediate o no, questo successe.
-Ti racconterò una storia- disse Bob mentre accordava Stacy. -Sarà come fare un lungo viaggio. La mia storia è fatta di luci e ombre, di illusioni e cadute. Di chilometri. Comunque sia andata, è fatta di emozioni che ho vissuto. Comincia che volevo scappare via..-.
Con-fondendosi con l’ipnotismo blues di Stacy le sue parole mi restituivano figure distanti ma reali, poi sempre più vicine, sempre di più..“Posso toccarle”. Portavano con sé frammenti di altre vite, come fanno le onde del mare.
-..via da quella città perché respirare non mi riusciva bene. “ARIA”. Qualcuno avrebbe sentito la mia mancanza? Chi può dirlo. Pochi soldi, una sacca e un paio di altre cose, e la mia chitarra dalla corda spezzata. Inutile in quello stato, ma era l’ultimo bel ricordo d’infanzia. Avevo 8 anni, frignavo da 2 interi giorni e me la comprarono per lo sfinimento.
Insomma me ne andai, e vagai in mezzo al nulla per settimane, o forse mesi. Poi, una notte dannatamente più buia delle altre, raggiunsi una stazione a prima vista deserta. Tu ricordi bene, non è così Stacy?- SI, rispose lei. -Ebbene, qualcuno mi aspettava. Un uomo, un’ombra, non so. Si vocifera che io abbia incontrato il demonio, ma non è questo il punto. Il punto è che gli porsi la chitarra e accettai la sua proposta senza pensarci: l’anima in cambio della capacità di fare blues come nessun altro al mondo. Scarcerato e condannato allo stesso tempo. Più ricco ma più povero.
All’alba presi al volo un treno che partiva, nascondendomi in uno di quei vagoni che parevano mille, senza domandarmi perché salivo su un maledetto treno che non sapevo dove mi avrebbe portato. Ah, quasi dimenticavo. Lei è Stacy, e prima di essere Stacy era una comune chitarra. Ora suona il blues come nessun’altra al mondo.
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05/09/2012 at 09:22
a quando il prossimo episodio? è una bella storia!
10/06/2012 at 01:00
mi piace quel tocco di tenerezza…
09/06/2012 at 20:07
Mio padre mi raccontò (a meno che io non me lo sia inventato!) di una volta che non smise di piangere fin quando non mia nonna -stressatissima immagino- non gli comprò una chitarra per bambini. Allora ho pensato di aggiungere la scena al racconto
10/06/2012 at 09:59
sta perfettamente
07/06/2012 at 17:10
bello!
09/06/2012 at 11:27
piace anche a me! io ho votato che qualcun altro era già sul treno prima di lui… tu?