[Ep. 1] Quattro chele

Episodio 1. ( [prevEp] – [nextEp] )
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«Siete matti».
Gli occhi scuri di Richeto si riducono a fessure. Giobatta, invece, arriccia le labbra e brontola: «Pensa quello che ti pare, Artibano. Chissenefrega. Ci stai o no?»
Almeno, il bestione ha visto bene di parlare piano. Giù in cucina non si sente più spentolare: la mamma dev’essere lì con le orecchie spalancate e lui ha già abbastanza guai anche se lei non viene a sapere cos’hanno in mente questi due.
Torna a contemplare il granchio nel secchio. In due dita d’acqua sporca, gira su se stesso, tenta di arrampicarsi, cade, agita le chele, le apre e le chiude in scatti nervosi. Ad arrivargli a tiro, capace che ti stacca un dito.
«No» replica con un fremito di dispiacere. Quattro chele. Al nonno piacerebbe moltissimo: lasciarselo scappare così, accidenti, c’è da mangiarsi le mani.
Giobatta si tira su: «’Ndemo».
Ma Richeto rimane seduto, i pugni stretti poggiati sulle ginocchia. «Il faolo non ti basta, Artibano? Cos’altro vuoi?»
«Niente. Stare fuori dai casini».
«Cagasotto» mugugna Giobatta.
‘Cosa accidenti sarà venuto a fare, maledetto lui. E, comunque, fa presto a parlare’.
«L’ultima volta che vi ho dato retta siamo finiti al Ciapon der Dimonio!» ‘E ho gli incubi ancora adesso’.
«Ma è diverso!» sbotta Richeto. «È importante».
«Perché?»
L’altro abbassa lo sguardo sulle mani. «Perché c’é di mezzo Rafé» mormora.

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E adesso?

  • Giobatta, dopo aver minacciato Artibano, trascina via Richeto (0%)
  • La mamma di Artibano, che ha origliato, spalanca la porta (55%)
  • Artibano vuole sapere cosa c’entra Rafé (45%)
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