[Ep. 6] Gli Ultraqualcosa

Episodio 6. ( [prevEp] – [nextEp] )
la vera storia di zip e willy the incipit chiara effe

Erano passati due giorni da quando aveva origliato alla porta della direttrice e da due giorni non faceva che pensare a quello che aveva sentito. Da due giorni suo padre non rientrava a casa e sua madre si era tramutata, sebbene fingesse una calma che le faceva onore, in una signora che aveva le sembianze di sua madre, lo stesso volto, ma con un’espressione svuotata. A Zip sembrava di ricordare un film che lo aveva spaventato moltissimo, in bianco e nero, in cui succedeva una cosa molto simile. Si intitolava l’invasione dei mutanti, o qualcosa del genere, o forse l’invasione degli ultraqualcosa, non ricordava.
Era seduto al tavolo della sua camera da letto, il quaderno aperto sulla storia dei romani, con tutte quelle strade e quegli acquedotti, e pensava, pensava, quando sentì “Zip, guarda qua”.
Si girò di scatto. Willy somigliava in quel momento a un enorme baccello. Aveva gli occhi, le braccia, d’accordo, ma era verde e privo di espressione. “Cosa ti ricordo?”.
“Che sei scemo” disse Zip, poi gli tornò in mente quel film, con tutta quella gente che sembrava umana, ma che invece era extraterrestre, una specie di combriccola di corpi alieni che… caspita! Willy stava cercando di dirgli qualcosa. Si alzò di scatto dalla sedia, corse verso Willy che si tramutò all’istante in un innocuo pupazzo di pezza e disse “Cos’hai?”.
“Willy, la maestra e la direttrice parlavano di sangue. Hai capito? E mi hanno sospeso, con quella scusa della cerbottana e di Susi che si è spaventata, ma…”,
“Bé, in effetti l’hai centrata in un occhio”
“Lascia perdere, stupido erbivoro. C’è di mezzo una malattia. Capisci? Mio padre studia i virus, e parlavano di lui, e adesso mi hanno sospeso, sono rinchiuso in casa, e, insomma, la mamma è triste”.
Willy si era trasformato in una specie di detective in tutto simile a Sherlock Holmes, berretto compreso: “Non capisco” disse.
“Neanche io, ma dobbiamo scoprirlo. Prendi il mio zaino e usciamo”.
“Zip?”
“Dimmi”
“Non posso prendere il tuo zaino”
“E perché?”
“Io non esisto”
“E io non ho fatto niente, ma mi hanno sospeso. Prendi lo zaino”
“D’accordo” disse Wiily, fingendo un gesto che andò a vuoto.
Zip allora afferrò lo zaino e uscirono di nascosto.

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Dove vanno adesso Zip e Willy?

  • Da un amico per farsi dare una mano (13%)
  • Al laboratorio del padre (50%)
  • A cercare prove nella scuola chiusa (37%)
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