poco mossi gli altri mari the incipit laura wood

[Ep. 10] Consigli di un fanatico di Lucio Battisti a un discepolo di Beckett

Episodio 10. ( [prevEp] – [nextEp] )
poco mossi gli altri mari the incipit laura wood

“Con questa donna anziana” disse Blo, “che era un’autrice di famosi bestsellers americani, avevamo spesso dei dialoghi che avrei dovuto trascrivere così adesso potrei riprodurli qui, però non c’era materiale per scrittura da nessuna parte nell’hotel, men che meno nella mia stanza, e io non me l’ero portato, ero partito nudo quasi un angelo, per la guerra, ma al mio arrivo la guerra era già cominciata e non mi avevano aspettato ed erano morti tutti e io non potevo più salvare nessuno e tuttavia la guerra continuava e i tir si scontravano sempre di più e sempre più al rallenty, con dovizia di particolari, e io potevo adesso vedere dentro alle cabine di guida e alla guida non c’era nessuno e i volanti erano in fiamme già da molto tempo prima dell’impatto e l’odore dentro, nei sedili, era l’odore del rododendro che non capivo cosa potesse mai avere a che fare il rododendro con le cabine dei tir. La donna anziana autrice di famosi bestsellers americani (che da ora in poi chiamerò La Vecchia) non sapeva come dire “rododendro” nella sua lingua e così rideva e mi raccontava del suo salotto che era molto grande, così grande che non era un salotto ma un salone, e spesso c’era gente a disagio in questo salone, gente che fingeva di parlare con lei ma nel frattempo cercava con gli occhi una via d’uscita pensando che deve pur esserci una via d’uscita o almeno così dicono. La Vecchia veniva contattata da persone che volevano che La Vecchia gli spiegasse le regole per scrivere un bestseller americano e quando arrivavano vedevano che La Vecchia era acida e miliardaria e aveva una quantità enorme di nipoti le cui gigantografie erano appese ai muri del salone assieme a tantissime cose quali arazzi, tele, dipinti, stampe, litografie, mappe, armi antiche, trofei, coppe, bambole, manichini e molte altre cose che gli ospiti della Vecchia notavano cercando con gli occhi una via di fuga che dicono che c’è sempre, una via di fuga di qualche tipo.”
L’alba durò pochissimo e dal grande lucernario la luce grigia della mattina cominciò a strisciare dentro il locale. Il pianto della Paused era ora silenzioso, molto discreto. Sembravamo tutti rimpiccioliti e bidimensionali. La musica continuava, mai abbastanza alta per coprire la voce di Blo; Lucio Battisti diceva che: “prendi fra le mani la testa, e non girerà”. Lo scoiattolo aveva avvolto la sua lunga e folta coda attorno al collo di Blo il quale respirava a fatica, rumorosamente. Nessuno si prese la testa fra le mani.
“L’hotel” disse Blo, “era provvisto di connessione wi-fi e vincere o perdere la guerra per me era uguale, l’importante era riuscire a collegarsi a internet per dirlo a qualcuno.”
La mattina sbiancava e toglieva velocemente i colori alla scena. Lo scoiattolo sembrava ora un topo, ora un lupo. Ma non un lupo cattivo. Un lupo saggio, tipo Zanna Bianca. La coda, tuttavia, restava la lunga e folta coda di uno scoiattolo. Innaturalmente lunga, stretta attorno al collo di Blo, il quale ormai aveva una certa difficoltà a concludere la sua storia. Sempre che fosse una storia. Sempre che prevedesse una conclusione. A questo punto ne dubitavamo tutti. L’unica cosa di cui non dubitavamo era che Blo stava per morire. La sua bocca si apriva in cerca di aria che non arrivava.
“Sento puzza di stelle,” riuscì a dire in un ultimo sibilo sfiatato. Poi cadde.
La Paused aveva smesso di piangere.
“Se vuoi una cosa fatta bene, fattela da solo” disse lo scoiattolo. Non lo disse a Minghini, ma mentre lo diceva guardava Minghini. Ma Minghini aveva gli occhi chiusi e accarezzava con mani tremanti i capelli della Paused. Passò un minuto. Mi sentivo le ginocchia deboli, lo stomaco in disordine. Poi Minghini si staccò dalla Paused e si inginocchiò accanto a Blo. Passò un altro minuto, molto lentamente. Mi sentivo la testa pesante, gli occhi secchi. Minghini appoggiò una mano sulla testa di Blo e cominciò a parlare.
Cosa disse non lo so, perché girai i tacchi e uscii fuori dal locale per chiamare qualcuno.

— FINE —

Categorie

Lascia un Commento

6 Commenti