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[Ep. 6] Come un modem che cerca di connettersi

Pubblicato da kchntn il 03/02/2012 in Poco mossi gli altri mari, Storia, THe_iNCIPIT

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Episodio 6. ( Episodio PrecedenteEpisodio Successivo )
minghini the incipit laura wood

La gente scompare, la stanza comincia a disfarsi. I muri si sgretolano senza rumore attorno a Minghini che a questo punto ritiene prudente chiudere gli occhi. Siccome sta camminando, mentre chiude gli occhi, inciampa e cade e sta per sbattere sul pavimento, senonché il pavimento si è sgretolato insieme al resto della stanza, muri e soffitto, sicché cade giù come certi episodi di Dylan Dog, non può evitare di pensarci e pensandoci gli viene da sorridere, quando in Dylan Dog qualcuno fa un brutto sogno o muore e non si rende conto di essere morto e dal suo letto sprofonda nel nero e ci sono le vignette con lui sempre più piccolo, fluttuante, e il nero sempre più grande, e così accade a Minghini che diventa sempre più piccolo fino a sparire.
Applauso” rantola Blo. Parte un applauso registrato misto a risate. È sospeso anche lui nel nero, sdraiato faccia a terra, se ci fosse ancora una terra, e il sangue che filtra tra le dita contratte galleggia nell’aria tipo assenza di gravità, e svanisce, o evapora, o galleggia più lontano, fuori vista. Laura Paused ha detto che stava per svenire ma non è svenuta, almeno non ancora, è là pure lei appesa nel nulla in una grottesca posa alla Schiele, è molto dimagrita in questi ultimi anni, mesi, giorni, quel che è, insomma, tempo.
Laura guarda Blo il quale alza a fatica la testa e guarda Laura.
“Ma sei impazzita?”
“Non sono impazzita, volevo ucciderti.”
“Ok, ma allora mira alla testa no?”
“Pezzo di merda, non sono un cecchino di merda.”
“Ma sì ma mira alla testa almeno, perdìo. Così mi fa male.”
“Giusto, che ti faccia male, ti deve far male perché sei un infame.”
“Mi fa male e non muoio, disgraziata. Devi sparare alla testa se vuoi uccidere.”
“Razza di stronzo. Vuoi che ti porto all’ospedale?”
“No, voglio che miri alla testa.”
“Stronzo. Avevo un solo proiettile, cretino.”
“Smettila di insultarmi. Vieni qui, abbracciami.”
“Non posso, non c’è più niente, non vedi? Non c’è più il pavimento e io sto per svenire.”
“Non sverrai. Prova a nuotare, a fluttuare in qualche modo.”
“Deficiente. Stiamo già fluttuando, non serve a niente, non mi sposto di un millimetro.”
“Smettila di insultarmi. Allora vengo io, guarda.”
“Fermo, idiota! Non muoverti, sei ferito gravemente.”
“Cazzo, piantala di insultarmi!”
“Non aggravare le cose.”
“Cose? Quali cose? Tu sei matta, l’ho sempre saputo che eri matta, è colpa mia, tu non hai colpe, sei una matta e io l’ho sempre saputo, è tutta colpa mia, potevi almeno mirare alla testa. Dov’è quell’altro disgraziato?”
“E’ sparito come Dylan Dog.”
“Dylan Dog? Ma che cavolo dici?”
“Sì, hai presente in certi numeri di Dylan Dog, c’era gente che sognava, o moriva nel sonno e non si accorgeva di essere morta, e allora il letto e la stanza sparivano e il poveraccio fluttuava nel nero in pigiama, e diventava sempre più piccolo e il nero diventava sempre più grande fino a occupare tutta la vignetta.”
“E poi?”
“E poi niente, cambiava scena.”
“E quindi, dov’è finito quel babbeo?”
“Non lo so, è sparito. Resta fermo, non fare movimenti bruschi.”
“Lo ami?”
“Ma santiddìo, non intendo parlare di questa roba adesso.”
“Lo ami eh? È per questo che volevate uccidermi.”
“Io volevo ucciderti, non lui. Lui non sapeva niente di niente. E comunque non intendo parlare di questa roba adesso.”
“Aspetta, sta’ zitta un attimo. Cos’è questo rumore?”
“Cosa, che rumore?”
“Sento un rumore, non lo senti?”
“Io sento solo il modem.”
“Modem?”
“Sì, un modem che cerca di connettersi, uno di quei modem vecchi, ti ricordi, quelli a 56k, è il suono che fa quando cerca di connettersi, ormai ci sono abituata, lo sento dalla nascita, sono nata così, te l’avevo già detto ma tu non ascolti mai quando parlo, stai fermo, non agitarti, non aggravare la situazione, adesso ti portiamo all’ospedale.”
“Macché modem, macché ospedale, è un altro rumore, sta’ zitta un attimo, fammi sentire.”
In effetti c’è un rumore vegetale, come di radici che crescono a vista d’occhio, rami molli che si contorcono l’uno nell’altro, e infatti in un punto a caso del nero sta nascendo qualcosa, una pianta che diventa sempre più grossa, un tronco, rami, ed ecco alla fine c’è un albero di dimensioni ragguardevoli proprio lì, con le radici sospese nel vuoto a metà strada circa tra Laura e Blo, un po’ più vicino a Laura che a Blo.
“Ho paura,” dice Blo.
“Anch’io,” dice Laura, “ma almeno non sto più per svenire.”
“Vieni qui, vieni a darmi un bacio, sto morendo.”
“Non stai morendo, non meriti nessun bacio.”
“Vieni qui, portami all’ospedale.”
“Guarda, comincia a piovere.”
Siccome non c’è un sopra e un sotto e nemmeno una terra e un cielo, la pioggia cade da tutte le direzioni. “Governo ladro,” dice Blo.
Improvvisamente e inaspettatamente, sul viso di Laura Paused si forma un meraviglioso sorriso.
“Che c’è da ridere?” abbaia Blo.
“Non sto ridendo, sto sorridendo.”
“Sei matta, è colpa mia, non hai colpe, sei completamente matta.”
“E’ un peccato che non sei morto, avrei dovuto mirare alla testa, ma comunque ti voglio bene.”

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Commenti più Votati

  1. Avatar Image
    Un grazie per la citazione di Schiele! Sono andato a cercarlo e ho scoperto che è stato un grande pittore espressionista, morto a soli 28 anni... la sua è una biografia avvincente! grazie a BLO ho scoperto una storia nella storia! :-)
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    Figata! Ma Minghini dove è finiito? Sono in pensiero per lui. E lo scoiattolo?

9 commenti a [Ep. 6] Come un modem che cerca di connettersi

  1. Figata!
    Ma Minghini dove è finiito? Sono in pensiero per lui.
    E lo scoiattolo?

  2. kchntn said: On 06/02/2012

    Minghini? e chi lo sa… forse si è finalmente svegliato, beato lui. Daniel Quinn invece è rimasto nel futuro, cioè nell’altro tempo della VitalAir. Io avevo in mente un grosso scontro finale tra Daniel Quinn e Blo, tipo Bene vs. Male per la conquista dell’umanità, ma non so se i bivi me lo permetteranno

  3. EleuaM said: On 10/02/2012

    Senza saperlo ho appena dato una spintarella in quel senso, ma mi sa che siamo pochini:)Io minghini lo toglierei proprio…mi da fastidio!

  4. Un grazie per la citazione di Schiele! Sono andato a cercarlo e ho scoperto che è stato un grande pittore espressionista, morto a soli 28 anni… la sua è una biografia avvincente! grazie a BLO ho scoperto una storia nella storia! :-)

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Poco mossi gli altri mari

Storia

Minghini è uno scrittore italiano giovane e inesperto. Dopo essersi trasferito in Germania, ha scritto un libro dal discreto successo di pubblico. Ora il suo editore gliene chiede un secondo, ma la sua vita lo mette di fronte ad alcune prove da superare.

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credits: littlezenstudio.com (Davide Savaidis)

Autore

Antonio Koch
Attore, autore di libri per bambini, ha scritto con voracità insaziabile su newsletter, newsgroup, blog, un autentico flusso di coscienza dal vivo. Pubblicato da case editrici underground vive a Bologna dove ha anche lavorato per feltrinelli. La libreria. Di se stesso ha scritto: “quando lavoravo da feltrinelli ho rubato pochissimi libri”. Tra i suoi titoli: “La nave” (2009, Topipittori), “Ballare” (2009, BCE), “Una bacchetta magica”; (2005, Topipittori), “Brutto più bello” (2005, Topipittori).
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Antonio Koch è l’autore di “Verrà H.P. e avrà i tuoi occhi”.


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Antonio Koch, autore di questa storia, scrive polistorie per la casa editrice Quintadicopertina.

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Disegni di: Laura Wood. (diritti riservati).
Laura Wood è un’illustratrice emergente che vive nella splendida Melbourne, Australia. Originaria della provincia di Bergamo, dopo essersi laureata in Cinema e Multimedia, ha deciso di seguire la piccola voce nella sua testa e andarsene dall’altra parte del mondo con uno zaino. È li che ha scoperto la sua vera vocazione. Patita di felini e mercatini dell’artigianato, al momento Laura sta conseguendo un diploma di illustrazione. Quando non cerca di diventare un illustratrice a tempo pieno, Laura beve te, guarda film e si guadagna da vivere producendo cartoleria.

Sito Laura Wood IllustrationPagina Facebook

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