[Ep. 1] In principio furono le pigne
Pubblicato da kchntn il 07/12/2011 in Poco mossi gli altri mari, Storia, THe_iNCIPIT
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![[Poco mossi gli altri mari - Ep. 1] Il piccolo Minghini raccoglie una pigna (disegno: Laura Wood) poco mossi gli altri mari the incipit laura wood](http://www.theincipit.com/wp-content/uploads/2011/12/laura-wood-minghini-ep01.jpg)
Ecco Minghini all’età di cinque anni che sgambetta dietro suo padre per un sentiero di montagna. Suo padre indossa un maglione grigio. I passi di suo padre e i suoi, soffocati dal muschio e dagli aghi di pino. Gli occhi di Minghini, fissi sull’ampia schiena di suo padre. La distanza tra Minghini e suo padre rimane più o meno costante, tra i dieci e i quindici metri. Camminano in silenzio. Il padre di Minghini non si volta mai e ogni tanto il piccolo Minghini raccoglie una pigna, sono pigne lunghe e strette, il piccolo Minghini sa che esistono due tipi di pigne, quelle lunghe e strette e quelle grosse e bombate, e queste sono di quelle lunghe e strette, e ogni tot ne raccoglie una e la lancia contro la schiena di suo padre e suo padre non fa una piega, la sua andatura non cambia, non si volta e non parla, e Minghini si diverte molto. Vede suo padre come una specie di macigno, una montagna, la sua schiena grigia è un muro che non crollerà mai.
Ne fanno spesso, di queste gite in montagna, durante le quali Minghini fa le cose che ci si immagina possa fare un bambino di cinque anni: finge di inciampare e cadere e rotola nell’erba per poi rialzarsi imitando Remo Williams che è un film che ha visto in tv dove c’è Remo Williams che fa l’allenamento e diventa un ninja e uccide tutti i cattivi con un colpo solo; durante una di queste cadute finisce su una merda di mucca, non so se avete presente la merda di mucca in montagna, le merde di mucca in montagna sono enormi chiazze di merda di forma circolare e il piccolo Minghini ci rotola sopra con la schiena e la sua maglietta gialla diventa marrone, ricoperta di merda, e la merda gli va anche in faccia e sulle braccia e il piccolo Minghini si mette a urlare, perché ha schifo delle cose organiche, per dire, non tocca nemmeno la neve con le dita, non tocca la terra, ha schifo di queste cose organiche, non mangia la pasta al sugo perché è rossa, e nemmeno col pesto, perché è verde: il piccolo Minghini mangia solo pasta in bianco. Gli fa senso, mangiare cose colorate.
Il piccolo Minghini grida schizzato di merda e suo padre si arrabbia, ma poi ride, perché Minghini senior non è mai realmente arrabbiato.
Minghini a cinque anni non mangia cose colorate e a mani nude non tocca nemmeno la neve eppure, mangia i fiori. Durante quelle gite in montagna suo padre lo sorprende spesso in un prato, quando attraversano prati o radure o zone dove ci sono dei fiori, seduto sull’erba a mangiare fiori, petali e steli, tutto, soprattutto quell’erba detta testa-di-serpente, quella che in cima ha quella cosa marroncina che sembra la testa di un serpente, e allora Minghini senior prende suo figlio e gli toglie le piante dalla bocca e gli dice ma dai, che ti fa male, poi stai male, poi vomiti. Ma il piccolo Minghini mangiava l’erba e non vomitava. Quella che vomitava era sua madre.
Ecco Minghini trent’anni dopo, appollaiato sullo sgabello di un bar.
Il bar è sempre quello, il “Quali buchi”, semideserto a quest’ora della notte.
Le tasche del cappotto di Minghini contengono una pistola finta, un pacchetto di sigarette, un foglietto con un nome e un numero di telefono, le chiavi di casa, le chiavi della macchina, un piccolo stegosauro di plastica.
Minghini pensa al passato, alle pigne; il passato è un vasto lago tranquillo in pendenza. Un lago in pendenza è un’assurdità, eppure è così che lo immagina. Minghini ha un grande talento nell’immaginare cose assurde.
Un vasto lago in pendenza pieno di serenità e sonno.
Il presente invece, se pensa al presente Minghini comincia a sentire un formicolio nei gomiti e una sensazione di ansia lo pervade dentro il collo e sente l’impulso di girarsi per controllare che non ci sia nessuno alle sue spalle pronto a colpirlo con una mazza da baseball e allora conviene ordinare un altro drink alla barista che anche lei è sempre la stessa, pallida e bionda e mascherata da Marylin, e chiudere gli occhi e aspettare l’ora di chiusura. Aspettare l’ora di chiusura al “Quali buchi” è una cosa che Minghini fa sempre con molto divertimento, perché il “Quali buchi” non chiude mai.
Divertimento poi, si fa per dire; è parecchio tempo che Minghini non si diverte più.
Non che sia un uomo infelice, un relitto della società, un avanzo di galera, niente di tutto questo.
Non è nemmeno uno stupido.
Semplicemente è un uomo preoccupato. Molto preoccupato. E si preoccupa ogni giorno di più.
Perché, vedete, Minghini ha dei problemi.
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Commenti più Votati
25 commenti a [Ep. 1] In principio furono le pigne
il ricordo delle pigne tirate al padre è bellissimo…
bello
sono preoccupata per Minghini però, fatemi sapere quanto prima
già preoccupata? ma ancora non gli è successo niente, serba la preoccupazione per più avanti che qualcosa mi dice che ce ne sarà bisogno
questo non promette niente di buono
!
non ho ancora capito se Minghini e’ il nome o il cognome!
nessuno dei due, o meglio non si sa per certo, tutti l’hanno sempre conosciuto come Minghini e nessuno sa se sia il nome o il cognome, probabilmente è uno pseudonimo, magari in futuro ci verrà in aiuto una bonus track a raccontarci chi per primo ha chiamato Minghini Minghini e soprattutto perché
ah ok, grazie, questo mi rassicura… pensavo di essere io a non capire! Non vedo l’ora di conoscere il retroscena
Speriamo che non si chiami Amedeo Minghini perché mi viene in mente una colonna sonora di sottofondo davvero pesante da digerire
“Di giorno mi svegliaiiii, di notte io dormiiii, a pranzo io mangiaiiii”… non so mi spiego
ahah, pure la colonna sonora ufficiale
!
lauragiulia sei/siete un genio. amedeo minghini. geniale. ora a un certo punto della storia ci toccherà pure inserire il vero e unico Amedeo Minghi che verrà a dire la sua, che verrà a proclamare la sua innocenza
Speriamo che il padre stia bene, tutte quelle pine sulla schiena meritano almeno una vecchiaia serena
è un po’ di anni che non si hanno notizie di Minghini senior, corre voce che si sia stabilito nel Punjab per dedicarsi completamente a certe sue ricerche esoteriche, altri dicono che sia diventato un pastore, nel senso contadino non religioso, altri una guida di montagna, comunque sempre nel Punjab, il Punjab pare essere l’unico punto fermo nelle varie ipotesi su quest’uomo che ormai dovrebbe aver passato gli 80
Complimenti all’autore! Scrive molto bene. Per quanto riguarda Minghini, lo immagino border line, ma non di quelli cattivi. Potenzialmente, ma solo potenzialmente, capace di mettere in atto azioni orribili. In realtà credo abbia solo un’unica costante ossessione. E se ne frega di tutto il resto.
bella lettura del personaggio, io non l’avevo interpretato così “estremo” ma in effetti si incastra bene.
vedremo con l’evolversi della storia…
Minghini è uno che ti giri e lo trovi dietro di te che fissa un punto impreciso tra te e lui.
me lo immagino!
grazie gianluca. interessante visione del Minghini, staremo a vedere
un uomo violento
violento? perché?
tira le pigne e sguazza nel letame. Ha la paranoia che qualcuno lo possa colpire con una mazza da baseball. Violento e sadico
forse si sent solo tremendamente insicuro…
-Perché, vedete, Minghini ha dei problemi.-
Problemi..? ma no non direi! Io lo trovo divino nella sua originalità! Cosa vede che noi non vediamo?
.. bel talento quello di immaginare cose assurde..
in effetti potremmo dire che è il mondo ad avere problemi con Minghini
vero, come l’immagine del lago in pendenza…
capitoli extra, scarti e bivi abbandonati si trova tutto qui: pmgam.wordpress.com