cacciatore the incipit giulia ferrara

[Ep. 10] Nella tana del lupo

Episodio 10. ( [prevEp] – [nextEp] )

cacciatore the incipit giulia ferrara

“Che c’è? Qualcosa non va? Non vuoi dirmelo?” insiste il cacciatore, mentre si avvicina minaccioso a Cappuccetto Rosso.
“No, no, ma che dici…” prende tempo lei. Non sa come ingannarlo e il suo sguardo torvo la mette in grande agitazione. Lui aspetta una risposta, lei non ne ha una pronta.
Quando il cacciatore le è ormai vicino, la bambina afferra di scatto il barattolo del peperoncino e lo scuote in faccia all’uomo. Subito lui si porta le mani al viso con un grido di dolore. Lei coglie l’occasione per pestargli un piede, come aveva fatto con il lupo quella volta al rave-party. Ma stavolta non è per sbaglio: è quasi una mossa di karate.

Corre in soggiorno, lasciando le grida del cacciatore in cucina. Esce dalla porta, gira l’angolo della casa e tira dritto verso alla vecchia bicicletta della nonna appoggiata al muro.
Monta in sella e comincia a pedalare. “Uscire dalla casa, girare a sinistra verso il ponte della ferrovia” ripensa alle poche indicazioni scritte dal lupo sul tovagliolo.

Le gambe spingono con forza. Così piccola che non tocca terra, è costretta a stare in piedi sui pedali.
Ma improvvisamente un boato. Cappuccetto Rosso cade rovinosamente a terra, sbucciandosi gambe e braccia. La ruota è dilaniata, uno squarcio la attraversa per una decina di centimetri.
Mentre cerca di sollevarsi sui gomiti vede alle sue spalle il cacciatore: è in piedi, e la punta con il fucile imbracciato. Una mira impeccabile, nonostante la distanza e il peperoncino.
In un attimo la raggiunge. La alza da terra strattonandola per la mantellina. “Ora mi porti da tua nonna, e subito”. Adesso a comandare è la canna del suo fucile.

La ferrovia è nascosta dalle gallerie, ma in un punto il treno sbuca all’aperto. I vagoni si illuminano sotto la luna piena sul ponte che attraversa il grande fiume. Cappuccetto Rosso, combattuta tra la paura e il desiderio di vedere la nonna, guida il cacciatore sulla riva, dove lei era solita tirare i sassi ai grandi piloni di ferro. Conosce quella zona e sa che ci sono delle piccole grotte ricavate dagli scavi per il ponte. La nonna sarà certamente nascosta in una di queste: ovvero nella tana del lupo.

Quando arrivano nei pressi della grotta più grande, due cani sbucano ringhiando. Non hanno buone intenzioni.
Il cacciatore imbraccia di nuovo il fucile, ma quando sta per prendere la mira un cane lo morde al braccio, facendoli perdere la presa. Cappuccetto Rosso è immobile, terrorizzata, e questo la salva a sua insaputa: i cani la ignorano. Un altro cane, ben più grande dei primi due, esce a sua volta dalla tana e balza addosso all’uomo, buttandolo a terra.
“Bestiacce maledette!” In pochi secondi il cacciatore è sopraffatto.

“Bene bene bene. Chi abbiamo qui?” l’ultima figura a uscire dalla tana è proprio la nonna, che si avvicina un po’ traballante. Cappuccetto Rosso le corre incontro, così forte che quando arriva ad abbracciarla sbatte il naso sul suo grembo. Scoppia a piangere, ma il dolore non c’entra nulla.
“Non piangere piccina, il peggio è passato” la rassicura la nonna. “Questi cani che mi amano follemente… sono del lupo, ma lui non è bravo come me con le coccole”. Ride, adesso serena.

La nonna allontana la nipote e si china verso il cacciatore, ancora bloccato a terra dai cani. Raccoglie il fucile e affonda la canna nella pancia dell’uomo: “Chi semina vento raccoglie tempesta” dice con un tono che non ammette repliche.
“Dobbiamo chiamare l’ospedale: il lupo… lo uccideranno!” interviene agitata Cappuccetto Rosso, asciugandosi le lacrime. “Non abbiamo molto tempo!”

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