Episodio 5. ( [prevEp cat="53"] – [nextEp cat="53"] )
Passo dopo passo, Cappuccetto Rosso si allontana sempre più dalla casa del cacciatore.
“Ho perso fin troppo tempo per colpa di quel lupo” pensa fra sè, addentando la mela. È succosa, buona, sicuramente migliore di quel panino al cervo che ha rifiutato poco fa. Si mette il cuore in pace; tutto sommato non è poi così in ritardo.
Talvolta guarda il corno che porta nel cestino. “Che strano, non ne avevo mai visto uno” lo estrae portandoselo alla bocca, come se dovesse fare delle prove. “Sarebbe stata più utile una bussola“, mormora Cappuccetto Rosso. Infatti si rende subito conto di aver perso i punti di riferimento: durante il tragitto verso la casa del cacciatore si era continuamente distratta tra funghi, fiori e cime degli alberi.
Quando raggiunge finalmente il sentiero, le sembra di udire della musica. Si ferma, smette di masticare. I pezzi della mela le gonfiano le guance.
La bussola direbbe ovest, ma a lei basta seguire lo stanco sole del pomeriggio: è da lì che arriva la musica.
Si guarda intorno. Controlla che non ci siano lupi nelle vicinanze, cinghiali, o altre bestie pericolose. Guardando il corno si sente al sicuro. Manda giù l’ultimo pezzo di mela, appoggia il torsolo tra le radici di un albero, e per la seconda volta abbandona il sentiero. “Solo un minuto, ormai non fa più differenza.”
Proseguendo nella direzione del suono, questo si fa sempre più intenso. Quando è vicina comincia a distinguere la musica: cadenzata, regolare, dal ritmo ostinato e ipnotico. Non è il suo genere, a lei piace ascoltare il tango assieme alla mamma. Voleva dirlo al cacciatore, quando lui parlava della sua passione per la musica, ma non c’è stato il tempo.
La foresta si dirada. La bambina si appoggia a un albero, a pochi metri dalla piccola radura: ora il volume è altissimo. Una moltitudine di persone salta, si urta, si dimena, chi lo fa a ritmo, chi invece sembra seguirne uno tutto suo. Saranno centinaia.
“Hey piccolina, ti vanno dei biscotti?”
Cappuccetto Rosso non si era accorta di avere qualcuno alle spalle. Quando si gira vede una signora di mezz’età, una di quelle che sono state belle da giovani. Le ricorda vagamente Biancaneve.
“No grazie, ho appena mangiato una mela” le risponde gridando Cappuccetto Rosso.
“Ah, anche a me una volta piacevano molto le mele. Ma poi, un fattaccio… lasciamo perdere. Sono passata ai biscotti, meglio così” fa spallucce la signora “ma a un rave-party non si dice di no!” e prende la bambina per mano e la porta oltre gli alberi. “Tutti mi chiamano Biancaneve, piccolina, ora stammi vicino.” Biancaneve? Cappuccetto Rosso non è sicura d’aver capito bene. Intanto segue la sua schiena mentre viene trascinata nella festa. Una cosa l’ha sentita subito: l’alito, molto simile a quello del lupo incontrato poche ore prima.
In pochi secondi è in mezzo alla ressa, urtata a destra e a sinistra. Ha già perso la mano di quella Biancaneve, quando un ragazzo alto alto le finisce addosso e lei cade per terra.
“Il cestino! Il mio cestino!” grida la bambina. Si rimette in piedi. Con la mantellina tutta sporca cerca di ritrovarlo nella confusione. Quando lo trova, vede delle zampe di fronte sè. Alza lo sguardo: è il lupo, stavolta senza costume, che la guarda con un ghigno.
Cappuccetto Rosso indietreggia qualche passo, afferra il corno e soffia più forte che può. Una, due, tre volte, fino a quando sente la pancia farle male. È inutile, la musica copre ogni suono.
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Che cosa succede ora?
- Il lupo la invita a ballare (51%)
- Cappuccetto Rosso tenta la fuga tra le gambe dei giovani (26%)
- La musica si interrompe improvvisamente (23%)


25/10/2011 at 16:23
er pelliccia.
25/10/2011 at 14:23
Dopo biancaneve, che altro aspettarsi? Col lupo ci stanno bene i tre porcellini…Anche loro tra i giovani nella festa? Forse è possibile sconfinare in altra fiaba durante il percorso…
25/10/2011 at 22:23
Secondo indiscrezioni sarebbe stata avvistata alla festa anche Cenerentola…ma questa volta si dice abbia messo delle scarpe con cinturini. Sembra che voglia evitare che il lupo la rintracci usando il trucco della scarpetta di cristallo…
27/10/2011 at 17:11
e tra i suggerimenti all’episodio sono stati chiesti anche i “sette nani”!
25/10/2011 at 08:53
ma l’assenzio è verde, non blu…
a meno che la boccettina non sia stata prodotta nella vetreria di fronte a casa di Pacca (emme) che era sempre piena di pallet contenenti bottiglie di vetro blu
25/10/2011 at 09:23
sicuramente sì
!
esistono bottiglie colorate che coprono completamente il colore del liquido contenuto all’interno; magari è uno di questi casi. dovrebbe dirci la sua Ghiro a questo punto…
25/10/2011 at 12:25
se la mamma voleva eludere i controlli doveva per forza utilizzare una boccetta blu cobalto,che oltre a rendere irriconoscibile il colore del contenuto, sarebbe stata facilmente scambiata per una boccetta da “profumo” per la vecchia nonna.
PS. Il termine cobalto deriva dal tedesco KOBALT che significa “SPIRITO DIABOLICO”.
Sarà un caso? o c’è……?
22/10/2011 at 15:56
è sicuramente così
22/10/2011 at 12:17
mi sono riletto la storia e la mia teoria è che la boccetta che si beve il lupo nel 2° ep altro non è che ASSENZIO. La nonna ne era dipendente da anni e la mamma di cappuccetto, che ne era al corrente, con la dicitura ‘stimolatore dell’appetito’ riusciva ad eludere i controlli delle autorità. L’uso che ne ha fatto il lupo giustificherebbe i suoi tremori, le paure incontrollate, il mangiarsi le unghie e il GHIGNO con cui guarda cappuccetto.
22/10/2011 at 15:13
Complimenti! Riflessione notevole
22/10/2011 at 19:52
questa è una teoria di tutto rispetto, con capo e coda!
25/10/2011 at 10:30
La teoria dell’asenzio è fantastica
22/10/2011 at 10:44
bella l’illustrazione! e in effetti anche il rave party ci sta